Strega, Avallone contro Sorrentino

Designata la cinquina dei finalisti del più prestigioso premio letterario italiano.


Pubblicità

Sarà un po' come il finale di campionato, con Roma e Inter divise da pochi punti a contendersi fino all'ultimo respiro lo scudetto. Non capita di frequente che i finalisti del Premio Strega - il più importante premio letterario italiano - siano racchiusi in una manciata di voti, separati da poche lunghezze. Segno che, dopo tante polemiche, la competizione è tornata ad essere effettiva, reale, al di là degli accordi fra case editrici?

A ottenere più voti i due nomi più accreditati per la vittoria finale: la giovane ed esordiente Silvia Avallone, con Acciaio (Rizzoli), e l'acclamato regista e ora romanziere Paolo Sorrentino, con Hanno tutti ragione (Feltrinelli): 62 voti per la prima, 55 per il secondo. Antonio Pennacchi, con Canale Mussolini, è però a un solo voto dal regista-scrittore: la Mondadori, per la quale pubblica, si è tuttavia aggiudicata (come gruppo) le ultime tre edizioni (Ammaniti, Giordano e Scarpa) e pare improbabile, per le logiche sottese al premio, che l'astinenza delle altre verrà prolungata.

Ed eccoci agli ultimi due nomi: Matteo Nucci, con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle grezie), anche lui per nulla lontano: 50 voti. Infine Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango): 45 voti.

Insomma, sono tutti lì, e forse ci sarà battaglia vera, questa volta. Anche se ci pare difficile che lo Strega sfugga a uno fra la Avallone e Sorrentino. Per premiare i rispettivi editori, ma forse anche per la forza e la novità dei loro libri. Il primo luglio l'ardua sentenza.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo