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Strada inutile? Il dossier degli ambientalisti

Da Montesano Salentino a Santa Maria di Leuca approvato un progetto che lascia alcune zone d'ombre: i volontari del CSV hanno pubblicato un Quaderno con dati e testimonianze


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È stato pubbblicato il Quaderno "Il caso S.S. 275. La verità dei volontari", un'inchiesta che ripercorre in maniera dettagliata e documentata la storia del progetto di allargamento della strada statale 275 nel tratto che collega Montesano Salentino a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Se è vero che strade, ponti, ferrovie sono lo specchio del modello di sviluppo che si è scelto per un determinato territorio, allora in Salento c'è da preoccuparsi. I lavori di ammodernamento, da fare, ma certamente sovradimensionati, hanno attirato l'attenzione di chi ha a cuore il territorio e l'impatto negativo che infrastrutture costruite in modo scriteriato hanno sul turismo e sull'ambiente, le due principali risorse pugliesi. I lavori prevedono una colata di asfalto che andrà a erodere 900 mila metri quadrati di campagna, per 4 corsie fino a San Dana, frazione di Gagliano del Capo, e di 2 fino a Leuca, con conseguenze – secondo i volontari - irrimediabili sull'intero patrimonio di architettura rupestre, siti archeologici e beni culturali di valore tutt'altro che marginale. I redattori dell'inchiesta sostengono che verranno abbattuti migliaia di ulivi secolari a favore di cavalcavia, tunnel, viadotti alti 15 metri, una maxi rotatoria del diametro di 450 metri tra le più grandi d'Europa e 19 svincoli in un tratto di circa 30 chilometri.


Le associazioni ambientaliste attive sul territorio hanno più volte protestato contro le numerose irregolarità che caratterizzerebbero un investimento di 288 milioni di euro, che gode di un co-finanziamento del Cipe di circa 152 milioni e altri 135 milioni derivati dalle risorse Fas 2000-2006 della Regione. La critica più forte riguarda la presunta inesistente competenza in opere stradali della società Pro.Sal di Lecce, che ha ottenuto l’ assegnazione del progetto preliminare avvenuta peraltro senza bando di gara pubblica. Un'operazione, dice il dossier, non proprio trasparente.

La domanda di fondo è: ma c'è davvero bisogno di un progetto di questa portata per smaltire meglio il traffico? Non più, secondo i volontari, perché il quadro di riferimento è cambiato con il fallimento del distretto del Tac (tessile, abbigliamento, calzaturiero) di cui rimangono alcune sparute aziende. Come si legge nel rapporto «gran parte del flusso, infatti, si ferma molto prima di arrivare a Leuca, in quanto fino a Tricase si esaurisce circa il 74% del traffico…significa che a sud di Tricase, passano nel giorno medio 991 auto. Ovvero, spalmandole su 12 ore (anche se il giorno è di 24) significa che passano 1,38 macchine al minuto. Un dato che, evidentemente, non regge la tesi della necessità di gestire un flusso cospicuo di mezzi».

L'impatto sul turismo. «L'offerta proposta in questi ultimi anni…ha sapientemente intrecciato le richieste di turismo sostenibile del mercato attuale, trasformando le bellezze e “pochezze” del Sud in peculiarità affascinanti e, soprattutto, inimitabili. Un modello proprio, caratterizzato da masserie sperdute, distese di ulivi cui fanno capolino muretti a secco e tratturi, un mare pulito e tanta pizzica»: il progetto della Maglie-Leuca però sembra proprio andare nella direzione contraria, ispirandosi a un modello turistico da “Riviera romagnola” che preferisce mega-resort al posto di piccoli e accoglienti B&B.

Secondo gli autori del dossier le critiche non sono sterili perché esistono già sulla carta alternative meno impattanti: è il caso della «cosiddetta strada parco di cui si parla nel Ptcp: una strada dalle dimensioni decisamente ridotte rispetto ai 70 metri di larghezza della nuova 275 ma che, al contempo, garantisce una maggiore fluidità del traffico, evitando l'attraversamento dei paesi oggi invece interessati dal passaggio dell'attuale strada. La “strada parco” rappresenta la principale alternativa proposta dai comitati, consapevoli della necessità di ripensare il percorso che da Montesano porta fino a Leuca attraverso l'attuale 275».

«L’ obiettivo di questo Quaderno – spiega Luigi Russo, presidente del CSV Salento – è molto semplice: svelare la storia del progetto, le questioni aperte, i costi in termini amministrativi/finanziari, ambientali e storico-archeologici. In una sola parola “divulgare” le informazioni, in modo che un pubblico sempre più ampio conosca i fatti, al di là di ogni mistificazione. Non c’ è alcuna volontà polemica, né la volontà di mettere in dubbio il lavoro fatto dalla Magistratura penale e amministrativa. Un lavoro, quello pubblicato, che racconta una vicenda, un territorio e un progetto, da più parti definito ‘sovradimensionato’ , ponendo l'attenzione soprattutto su due aspetti, quello turistico e quello economico rispetto a un investimento, quello dell'ammodernamento della Maglie-Leuca, che comporta un consumo di territorio di circa 900 mila m² che sarà di 4 corsie fino a San Dana (frazione di Gagliano del Capo) e di 2 fino a Leuca. Ma il Quaderno – e questo è un aspetto centrale per il Terzo Settore salentino - mette in evidenza anche la criticità del rapporto tra i cosiddetti ‘poteri forti’ e la cittadinanza attiva, in una società che tarda ad affermare il principio della sussidiarietà, come previsto dall’ art. 118 della Costituzione».

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