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Siria, Sant'Egidio: «Aleppo diventi città aperta»

Pressing diplomatico per far respirare la martoriata città. Settimane fa, alcune testate europee, tra cui Famiglia Cristiana, lanciarono l'appello. Ecco cos'è stato fatto


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La speranza per Aleppo è ora alimentata anche dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, approvata nei giorni scorsi all'unanimità, che dispone quattro nuovi varchi di accesso alla Siria (due dalla Turchia e uno rispettivamente dall'Iraq e dalla Giordania) per le organizzazioni umanitarie anche senza il consenso di Damasco. Se applicata consentirebbe di far giungere aiuti a circa tre milioni di siriani. Il problema resta la sua applicazione alla quale sta lavorando il Comitato internazionale della Croce Rossa.

L’ adozione della risoluzione è stata incoraggiata anche dall’ appello lanciato dalla Comunità di Sant’ Egidio “Save Aleppo” che ha provocato una mobilitazione internazionale e che il governo italiano dovrebbe sostenere a Bruxelles, in base al suo ruolo guida dell’ Ue per questo semestre. L’ appello per Aleppo di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di sant’ Egidio, è stato sottoscritto da diverse personalità politiche e della società civili italiane e del resto del mondo. Il testo è stato pubblicato integralmente anche dai quotidiani belgi “De Standard” e “La libre Belgique”.

Chiede che Aleppo diventi una città aperta con la predisposizione di corridoi umanitari e rifornimenti per i civili. La situazione in città è drammatica. Secondo alcune testimonianze raccolte dai volontari di Sant’ Egidio impegnati nell’ accoglienza dei profughi nei porti siciliani ad Aleppo manca l’ acqua e si muore di sete. L’ arcivescovo armeno cattolico di Aleppo Boutros Marayati in una lettera inviata alla Comunità di sant’ Egidio conferma una situazione tragica e non solo per i cristiani. Aleppo, dopo Il Cairo e Beirut contava la terza più numerosa comunità cristiana tra le città arabe. La sede del patriarcato armeno cattolico era stata colpita da un missile a giugno.

L’ appello è stato firmato da diversi esponenti del governo italiano, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Del Rio e dal Ministro Marianna Madia. Molti deputati lo hanno sottoscritto, tra il presidente della Commissione esteri della Camera Pierferdinando Casini e il presidente della Commissione bicamerali per gli affari regionali Renato Balduzzi, il quale in una nota sottolinea “l’ urgente necessità di una politica estera europea che parli con una voce sola”. Balduzzi rileva che “lo sforzo che l’ intero Parlamento sta compiendo in questi giorni per portare avanti riforme di portata storica per il nostro ordinamento non deve impedire alla politica di dare attenzione alla sofferenza di quanti sono travolti in Siria da una guerra che dura ormai da oltre tre anni senza che la comunità internazionale sia capace di offrire soluzioni efficaci”.

L’ onorevole Mario Marazziti, a questo proposito, ha rivolto un’ interrogazione urgente al governo sulla situazione siriana nella quale chiede a Matteo Renzi di firmare la petizione a nome del Governo italiano e di portare l’ appello a Bruxelles: “Prendo atto dell’ impegno e dell’ attenzione del governo nell’ area di crisi siriana, ma le difficoltà della comunità internazionale ad individuare una soluzione efficace per questo conflitto restano croniche. Per questo chiedo al governo di sottoscrivere l’ appello Save Aleppo e di portarlo in Europa”. Renzi potrebbe inserire nell’ agenda del prossimo Consiglio dei Ministri, appena tornato dalla visita ufficiale in Africa, un giro d’ orizzonte per fare il punto sulla complicata situazione mediorientale e per sollecitare maggiore impegno da parte dell’ Ue, nel corso del semestre di presidenza italiana.

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Aleppo, oggi. Foto Reuters.
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