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Sfida all'Ararat, cercando sé stessi

Antonia Arslan legge per noi "Ararat" del giornalista e scrittore olandese Frank Westerman: la scalata alla cima più alta della Turchia diventa un viaggio interiore.


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Prendere in mano questo libro vuol dire imbattersi subito in una parola magica: Ararat (Iperborea). È la montagna sacra degli armeni, che la chiamano Masìs; è la cima più alta della Turchia, dove viene chiamata Agri Dagi; ma è anche la montagna della Bibbia, ove si arenò l’ arca di Noè: ed è là che incontriamo il nome Ararat.

Da questo nome-simbolo si dipana un libro-reportage che alterna ricordi d’ infanzia (come il bellissimo “Prologo”) e memorie personali, che ancorano il racconto al tema del “nido” (la famiglia, la scuola, i maestri di vita, il ritorno a casa e la nostalgia), intrecciandolo abilmente con il tema del viaggio iniziatico, fisico e spirituale, dell’ autore verso l’ Ararat, che lo ha stregato durante un viaggio in Armenia nel 1999. Ormai distaccato dal rigido protestantesimo in cui è stato allevato, la salita sul monte è per lui anche una ricerca della fede perduta: e la sapiente tensione fra questi due poli narrativi dà al racconto grande leggibilità.

Gira intorno all’ Ararat gente di tutti i tipi. Ci sono i cercatori dell’ arca, quel folto gruppo di alpinisti, avventurieri, militari, mistici e viaggiatori che negli ultimi due secoli hanno condiviso l’ esperienza della montagna, russi e armeni primi fra tutti. Ci sono imonaci di Echmiadzin, polo della spiritualità armena, che conservano un antichissimo pezzo di legno che si dice essere un frammento dell’ arca, e ancora ricordano il mitico divieto di scalare il monte, dal quale può erompere un fuoco vendicatore (l’ Ararat è un vulcano, ed è documentata la grande eruzione del 1840 che distrusse il monastero di Surp Hagop, dove si conservava l’ altare del sacrificio di Noè, e la vicina città armena di Arguri).

E ci sono gli scienziati, i geologi e i sismologi che incontra mentre si documenta, legge, e in sostanza assedia la sacra montagna, girandole intorno come un appassionato segugio, finché, superate tutte le difficoltà, potrà cimentarsi fisicamente con la scalata, che rappresenterà per lui una sfida personale anche sul piano della ricerca spirituale. Tuttavia, non arriverà proprio sulla vetta...

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Antonia Arslan commenta Ararat di Frank Westerman.
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