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«Scopro di essere vissuto sempre nel peccato: che fare?»


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LETTERA FIRMATA - Ho letto la sua lettera sulla sessualità e sono entrato in crisi. Ho 62 anni, sono vissuto sempre solo e ho risposto agli impulsi sessuali soddisfacendoli ma senza offendere alcuno. Adesso scopro di essere vissuto indegnamente perché in peccato mortale e ne sono profondamente avvilito. Che fare?

Le ricordo due verità. Nessuno si esaurisce in quello che ha fatto nel passato. Dio ci ha fatti intelligenti e liberi e abbiamo sempre la possibilità di iniziare una vita nuova. Lo dice Gesù stesso con la parabola degli operai invitati al lavoro. C’ è anche l’ operaio dell’ ultima ora che se risponde alla chiamata misericordiosa di Dio avrà quanto l’ operaio del primo turno. C’ è un seconda riflessione. Per commettere peccato grave è necessaria la piena avvertenza e il deliberato consenso. Dall’ insieme della sua lunga lettera sembra che lei non avesse consapevolezza della gravità del suo modo di gestire la sua sessualità. Il gesto oggettivamente colpevole non è imputabile come peccato grave se non c’ è piena avvertenza, anche se stupisce che lei come cristiano non avesse questa consapevolezza. Un consiglio? Una buona confessione di tutta la vita con la certezza che la misericordia di Dio è più grande di tutti i peccati. Quando si prende coscienza di essere stati peccatori Dio non ci vuole avviliti, ma penitenti.

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