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«La Chiesa educa anche col bello, ritroviamo il gusto del Vangelo»

Il cardinale Edoardo Menichelli ha benedetto la nuova bussola d'ingresso della chiesa del Santissimo nome di Maria al Foro Traiano ideata dal Rettore, don Romano Matrone, un lavoro di elevato valore artistico ma soprattutto una catechesi permanente sui misteri più profondi narrati dalla Bibbia. «Spero che ognuno possa sentirsi invitato a entrare», ha detto l'arcivescovo emerito di Ancona: «Siamo tutti denutriti, ci manca il nutrimento dell’ anima. E la bellezza è il mezzo per riprendere la strada della verità».


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«Siamo qui riuniti come fratelli di fede per benedire la nuova porta di questa chiesa, per ringraziare Dio Padre di questo segno, simbolo di suo Figlio. Preghiamo umilmente il Signore perché quanti varcheranno la soglia della casa di Dio per ascoltare la Parola e celebrare il banchetto pasquale seguano con docilità linsegnamento di Cristo che proclama: Io sono la porta della vita eterna, io sono la luce del mondo». 

Nella chiesa del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano, che si affaccia sulla splendida cornice dei Fori Imperiali, è stata inaugurata e benedetta dal cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo emerito di Ancona, la nuova bussola d’ ingresso, ideata dal Rettore, don Romano Matrone, nel giorno in cui Roma festeggia i suoi Santi patroni, Pietro e Paolo. Un capolavoro artistico ma soprattutto una catechesi permanente sui misteri più profondi della vita cristiana: il sacrificio di Isacco, l’ Annunciazione dell’ Angelo a Maria, la crocifissione di Gesù, il banchetto nuziale della Trinità. 

«La Chiesa – ha ricordato il cardinale Menichelli - educa non solo con la parola, la Chiesa parla agli occhi, ai sentimenti. Quello che è raffigurato sulla porta è un mistero e noi dobbiamo ritrovare il gusto del Vangelo, la verità che c’ è dentro. Svegliatevi cristiani, liberate il Vangelo dalla prigionia nella quale lo abbiamo costretto. In chiesa – ha continuato l’ arcivescovo - nessuno mostra la tessera per accedervi. Cristo è la porta. Egli non conta chi entra, ama. E in Cristo posso entrare e da Lui posso uscire, ma sarò sempre amato. Questo dobbiamo raccontare al mndo contemporaneo». 

Prima di benedire la bussola e congedarsi dall’ assemblea, il porporato  ha espresso il suo auspicio: «Vorrei che questa porta suscitasse curiosità. Chi è fuori vede dentro e chi è dentro vede fuori. E fuori non è il luogo della distrazione, è il luogo dove abitano i figli di Dio. E dentro non è il luogo dell’ astrazione, è il luogo della contemplazione. Spero che attraverso la bellezza di questa nuova opera ognuno possa sentirsi invitato a entrare. Siamo tutti denutriti, ci manca il nutrimento dell’ anima. E la bellezza è il mezzo per riprendere la strada della verità». 

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