Immagine pezzo principale

Rossini, che passione

Si è chiuso a Pesaro il ROF 2019. Il Festival ha attirato 16.500 spettatori provenienti da ogni continente.


Pubblicità

Gioachino Rossini è come il Figaro del “Barbiere di Siviglia”. Tutti lo chiedono, tutti lo vogliono. I dati finali della quarantesima edizione del Rossini Opera Festival di Pesaro sono la conferma di un amore che non conosce confini. Non si sono ripetuti i numeri del 2018 (anno speciale, quello del 150° anniversario della morte del compositore), ma il botteghino ha fatto registrare 16.500 presenze e un incasso di 1.125.000 euro,  il terzo più alto nella storia del Festival. Il pubblico è arrivato da ogni parte del mondo, con una percentuale di stranieri del 62 per cento, provenienti da 36 nazioni. Un record anche la presenza di giornalisti: 167 da 30 Paesi del mondo. Il ROF 2019 ha proposto quattro opere. Due nuove produzioni (Semiramide e L’ equivoco stravagante), la ripresa di Demetrio e Polibio, Il viaggio a Reims con gli allievi dell’ Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”.

Sontuosa la Semiramide coprodotta con l’ Opera Royal de Wallonie di Liegi, diretta da Michele Mariotti e messa in scena da Graham Vick. Vick ha scelto una regia in chiave psicologica e psicoanalitica, non sempre centrata e, per questo, contestata dal pubblico della “prima”. Ineccepibile la parte musicale, con meritati applausi soprattutto per Mariotti, l’ Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Salome Jicia (Semiramide) e Varduhi Abrahamyan (Arsace).

Riuscitissimo sia nella parte musicale che in quella scenica L’ Equivoco stravagante, diretto da Carlo Rizzi e ideato da Moshe Leiser e Patrice Caurier.  Spettacolo divertente, un po’ alla Ponnelle,  dove tutti gli interpreti hanno brillato sia per le doti canore che per la recitazione. Eccellenti Teresa Iervolino, Paolo Bordogna, Davide Luciano, Pavel Kolgatin, Claudia Muschio e Manuel Amati. Sicuramente lo spettacolo migliore del ROF 2019. Apprezzata anche la ripresa del rarissimo Demetrio e Polibio nell’ allestimento di Davide Livermore, diretto da Paolo Arrivabeni. In scena Jessica Pratt, Cecilia Molinari, Juan Francisco Gatell e Riccardo Fassi.

Il ROF 2019 ha offerto al pubblico anche l’ esecuzione della cantata pastorale La Riconoscenza (sul podio Donato Renzetti, nel cast Carmela Remigio, Victoria Yarovaya, Ruzil Gatin, Riccardo Fassi) e l’ applauditissimo Gala ROF XL con le voci, fra gli altri, di Juan Diego Florez, Nicola Alaimo, Paolo Bordogna, Michele Pertusi, Sergey Romanovsky.

Il pubblico del ROF 2019 che si è trattenuto qualche giorno a Pesaro ha avuto modo di visitare anche il nuovo Museo Nazionale Rossini, inaugurato il giugno scorso e ospitato dal piano nobile dell’ elegante Palazzo Montani Antaldi, a poca distanza dal Teatro Rossini. In dieci sale il Museo ripercorre la tappe biografiche di Rossini e la produzione operistica della sua carriera. Molto interessante la parte multimediale e interattiva , che permette di ascoltare e vedere i più celebri spettacoli rossiniani. Gli appassionati potrebbero starci rinchiusi per ore.

Già annunciati i titoli della prossima edizione del ROF, che si svolgerà dall’ 8 al 21 agosto 2020. In programma tre nuove produzioni: Moïse et Pharaon, Elisabetta regina d’ Inghilterra, La cambiale di matrimonio.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo