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Credere

Il “realismo” del discernimento cristiano

Il discernimento non è solo questione di scegliere se farsi frate, suora, sacerdote o sposarsi; è una questione concreta che tocca le varie scelte della vita e non solo lo stato di vita


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La domanda sul discernimento tra due beni ci ha accompagnato per tante settimane e le volte in cui ho condiviso con gli amici dei social qualcuna delle puntate ho notato un grande interesse per il tema del discernimento. Anzi, vorrei ringraziare il Signore perché mi rendo conto sempre più che le persone capiscono che il discernimento non è solo questione di scegliere se farsi frate, suora, sacerdote o sposarsi, ma che è una questione concreta che tocca le varie scelte della vita e non solo lo stato di vita. E tra i vari consigli che vi ho dato, l’ ultimo – l’ ascolto della realtà – è quello più sottile. Dico quello più sottile perché gli altri “ascolti” hanno già un che di sacro, a cominciare dal dialogo con la guida spirituale e dalla meditazione della Parola di Dio, per passare anche all’ auscultazione dei nostri aneliti e del nostro Desiderio. La realtà, invece, potrebbe risultare troppo blanda, troppo ordinaria per essere nunzia di una parola di Dio. Eppure, Gesù stesso invita nel Vangelo a leggere i segni dei tempi. Anzi, rimprovera la perversa generazione che sa riconoscere i segni del sole e del tempo, ma non i segni di Dio e dei tempi. Qualcuno potrebbe dire: ma è difficile! E questo “è difficile” è per tanti sinonimo indebito di “impossibile” o addirittura “sbagliato”. Certo che è difficile fare una lettura spirituale e teologica della realtà. Certo che richiede un ascolto affinato sentire la voce del silenzio sottile di Dio nel frastuono delle nostre città. Ma quest’ opera difficile è stata l’ arte distintiva che lo Spirito ha insegnato alle grandi donne e ai grandi uomini di Dio lungo la storia. Il Signore – per citare Isaia – dona all’ uomo un «orecchio da iniziato» per ascoltarlo, ma l’ uomo deve applicarsi per fare una lettura spirituale della realtà. E quest’ arte – si fa prima a metterla in pratica che a descriverla – la si esercita ritagliando un tempo frequente (preferibilmente quotidiano) dove si guarda alla vita con gli occhi di Dio. Sì, si tratta semplicemente dello sguardo meditativo e contemplativo. È bella infatti la definizione che Hans Urs von Balthasar offre della contemplazione: «È guardare il mondo con gli occhi di Dio». Ecco, in breve, il realismo del discernimento cristiano consiste in questo: dopo aver ascoltato la Parola e il proprio cuore, scrutare e ascoltare la realtà e camminare umilmente dove brilla la luce del Signore.

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(Foto nell'articolo: iStock)
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