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Il Rosario contro la pandemia

Papa Francesco prega in mondovisione alla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani e implora Maria: "Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi", dice, "in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’ anima".


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La grotta è quella di Lourdes nei giardini vaticani, nota soprattutto perché molto cara al papa emerito Benedetto XVI. Al termine del mese mariano papa Francesco ha voluto venire qui, in collegamento mondiale con i santuari mariani sparsi nel vari Continenti per mettere ancora una volta il dolore dell'umanità nelle mani della Madonna. A distanza di sicurezza le decine del rosario sono state recitate da uomini e donne in rappresentanza di varie categorie particolarmente toccate dall’ emergenza Covid: un medico e un'infermiera, per tutto il personale sanitario impegnato in prima linea negli ospedali; una persona guarita e una che ha perso un famigliare, per tutti coloro che sono stati toccati personalmente dal coronavirus; un sacerdote, cappellano ospedaliero, e una suora infermiera, per tutti i sacerdoti e le persone consacrate vicini a quanti sono provati dalla malattia; una farmacista e una giornalista, per tutte le persone che anche nel periodo della pandemia hanno continuato a svolgere il proprio servizio in favore degli altri; un volontario della Protezione Civile con la propria famiglia, per quanti si sono adoperati per far fronte a questa emergenza e per tutto il vasto mondo del volontariato; e una giovane famiglia, a cui è nato, proprio in questo periodo, un bambino».

C’ erano Giuseppe Culla, Pneumologo presso l'Ospedale San Filippo Neri, ASL Roma 1  e Giulia Pintus, Infermiera della Cooperativa OSA dell’ azienda ospedaliera universitaria Policlinico Umberto I di Roma (pre pre triage del Pronto Soccorso),  Maurizio Fiorda, Volontario Protezione Civile (CIVES - Coordinamento Infermieri Volontari per l'Emergenza Sanitaria), con la sua famiglia,  Giovanni De Cerce, sopravvissuto al COVID-19, don Gerardo Rodriguez Hernandez, Cappellano presso l’ Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, suor Zelia Andrighetti, Superiora Generale Figlie di San Camillo (anche lei sopravvissuta al COVID-19),  Francesco Scarpino, Farmacista,  Tea Pompeo, che ha perso sua mamma, la nostra collega di Rainews 24 e presidente Ucsi Vania De Luca, e la famiglia Bartoli, a cui è nato il figlio Jacopo.

Dopo che il Papa ha deposto un mazzo di fiori e ha invocato Maria «salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede» e ha ricordato che Lei è «Salvezza del popolo romano» che sa «di che cosa abbiamo bisogno e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova», si è pregato per i medici, gli infermieri e il personale sanitario, per i militari, le forze d’ ordine, i vigili di fuoco e tutti i volontari. E poi ancora la preghiera «per i moribondi, soprattutto quelli che si spengono in solitudine, per i nostri defunti, per tutte le famiglie rimaste nel dolore». Per «quanti hanno bisogno di essere sostenuti nella fede e nella speranza, per i disoccupati, per le persone rimaste sole e per tutti i bambini che sono venuti al mondo».

Infine, in una cerimonia molto sobria, scampata al diluvio che fino a poco prima si era abbattuto sulla Capitale, la preghiera di papa Francesco che riportiamo integralmente

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che avvolgono il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’ anima. Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’ economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Gesù, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro fatica e dona loro forza, bontà e salute.

Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati, ai sacerdoti e alle persone consacrate che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere la malattia.

Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.

Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’ unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

Madre della Misericordia, conduci i passi dei tuoi pellegrini che desiderano raggiungerti nei Santuari a te dedicati in tutto il mondo sotto i titoli più svariati con il tuo sguardo dolce e materno, ascolta la loro preghiera e sii per ciascuno una guida sicura.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che il Padre Misericordioso intervenga con la sua mano onnipotente per liberarci da questa terribile pandemia, in modo che la vita possa riprendere in serenità il suo corso quotidiano.

Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

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