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Rai, non chiudete quelle sedi

Un appello contro l'abbandono delle sedi Rai all'estero: da Nairobi alla sede storica di Mosca. Un appello sottoscritto anche dalla "Tavola della pace".


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E' trasversale il movimento di protesta che contesta la decisione, da parte della Rai, di chiudere alcuni uffici di corrispondenza all'estero. Nelle scorse settimane l'azienda ha annunciato l'intenzione di sopprimere le sedi di Nairobi, Beirut, Istanbul, New Delhi, Buenos Aires e Mosca (una sede storica, dove ha lavorato per molti anni il bravissimo Demetrio Volcic). Inoltre verrebbe chiuso anche il canale Rai Med, il canale italiano diffuso anche in lingua araba dedicato all'informazione sulla regione mediterranea.

Contro queste chiusure l'appello "Non chiudete quelle sedi!" è stato lanciato dalla Tavola della Pace. "Questo progetto", si legge nell'appello, "è profondamente contrario agli interessi dell'Italia e degli italiani che devono essere messi nelle condizioni di affrontare da protagonisti le grandi sfide del nostro tempo. Al contrario serve una maggiore apertura internazionale della Rai che deve aiutare a capire in tempo reale quello che accade nel mondo costruendo ponti fra le culture e le civiltà e diffondendo la cultura della pace, del dialogo, della cooperazione e dell'integrazione". 

L'appello è firmato, oltre che da Flavio Lotti (coordinatore nazionale della Tavola della Pace), dai direttori delle principali riviste missionarie italiane, dai vertici della Federazione Nazionale della Stampa (Franco Siddi e Roberto Natale), da Carlo Verna (Usigrai), Acli, Agesci, Arci, Focsiv, Libera, Legambiente, Pax Christi Italia, Cnca, Redattore Sociale, Mani Tese, Adista, Paoline Editoriale Libri e altre centinaia di associazioni, gruppi, persone.

Un appello contro la chiusura del canale Rai Med ("da sempre attenta ai problemi del Mediterraneo e al mondo arabo, che mai come oggi pretende di essere raccontato) è stato sottoscritto, fra gli altri, dai registi Paolo e Vittorio Taviani.

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