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Quella studentessa bendata per non copiare

In un liceo classico di Scafati la docente ha imposto a un'alunna, durante un'interrogazione, di coprirsi il volto: "Così non guardi gli appunti".


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La notizia sta girando a velocità virulenta sui social: una docente di greco e latino del liceo classico di Scafati, in provincia di Salerno, nell’ interrogare a distanza un’ alunna, presa da didattica creativa, le ha imposto di bendarsi in modo da impedirle di sbirciare sugli appunti.

"Si trattava di un esempio per dimostrare ai ragazzi che non hanno bisogno di sbirciare" ha minimizzato all'Ansa il dirigente scolastico che ha già parlato dell'accaduto con la docente. Temo che la situazione sia sfuggita di mano: evidentemente si è trattato di un rimedio infelice, e certamente la prof si sarà resa conto di quello scivolone a distanza.

La sola immagine della povera studentessa bendata, come a Guantanamo, suscita ribrezzo. E’ il classico caso in cui lo scopo è infinitamente minore del risultato, "peggio el tacon del buso", si dice in Veneto: non copiare è un dovere, per carità, ma la dignità dello studente è decisamente più importante, a meno che non si vogliano ripristinare le punizioni corporali. Più che un’ interrogazione sembrava un interrogatorio e nemmeno di uno Stato di dirtto dove, come è noto, bendare l’ imputato è vietato.

L’ interrogatorio, diciamo, di un Paese sudamericano anni ’ 70. A meno che non la si volesse interpretare come una prova di abilità, per cui la prossima volta si potrebbe chiedere agli studenti di ripetere la lezione bendati, in piedi, e magari su una gamba sola come un fenicottero.Benvenuti alla  Dad senza frontiere, con Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri: "Attention...trois, deux, un...."

 

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