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Quell'asilo a Brancaccio sognato da don Puglisi e negato dai politici

Il beato voleva seminare già dentro i bimbi il nuovo mondo legale, pulito e solidale. Questa mancata firma lascia perplessi (di don Antonio Mazzi)


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Alla mafia nessuno può insegnare qualcosa. La sa molto più lunga di tutti noi. Quindi lascia che tranquillamente o meno, si facciano manifestazioni, cortei, commemorazioni, comizi. La cosa che non piace alla mafia, e qualcosa ne so anche io, è la paziente, attenta, costante formazione dei bambini. Puglisi l’ aveva ben capito. «Il riscatto della nostra gente, aveva detto, parte dall’ educazione dei suoi piccoli». E pensò di costruire al Brancaccio un asilo nido, con l’ aiuto di molti. Non voglio fare pensieri cattivi, troppo spinti e mal collocati, però faccio fatica a capire perché l’ asilo sia quasi pronto, con la partecipazione di molti, ma che manchi la solita ultima fifirma, quella firmetta che non è mai all’ ordine del giorno. A noi gente normale, scappa la battuta, tra l’ ingenuo e il già conosciuto, pensando che l’ ultima firma dovrebbe apporla l’ amministrazione comunale il cui sindaco Orlando è tra i promotori dell’ iniziativa.

Scusate ma a questo punto nascono cattivi pensieri. Per fortuna l’ intero villaggio Padre Nostro funziona, con i campi sportivi, teatri, un centro anti violenza, la casa del Figliol Prodigo per detenuti in permesso premio, e recuperando spazi degradati. Però il vero sogno di padre Puglisi era seminare già dentro ai bambini, o meglio cominciando dai bambini, il nuovo mondo legale, pulito, fraterno, solidale. Stranamente proprio questa firma non c’ è nell’ elenco dei lavori, del Consiglio Comunale, nemmeno nel giorno dell’ anniversario della morte di don Pino. Maurizio Artale, guida del centro, amaramente dichiara che Padre Puglisi è stato affossato per l’ ennesima volta. Pare che il Brancaccio debba restare così, con i bambini per strada, con i ragazzi di 13-14 anni a spacciare, con gli  indigenti che non hanno occasione di rinascita, con le famiglie ricattabili e con i mafiosi dietro la finestra che sorridendo progettano lo smercio di tonnellate di cocaina. Siamo ancora tanto lontani dalle speranze e dalle strategie che giorno dopo giorno ognuno di noi vorrebbe vedere applicate e vincenti. È vero che il bene prima o poi vincerà, ma non da solo. Diamo noi una mano e un pezzo di cuore potendolo fare attraverso la scuola, educando al bello e all’ onesto i bambini.

(Nella foto in alto, la scuola media di Brancaccio, a Palermo)

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