Così la Chiesa italiana organizza l'accoglienza

Coinvolte Fondazione Migrantes, Caritas e Fondazione Missio cui è stato chiesto di redigere un progetto organico. I vescovi ne dicuteranno nel Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, in agenda tra il 30 settembre e il 2 ottobre.


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Profughi: la Chiesa italiana vuol preparare in tempi brevi una risposta capillare ai problemi legati all'emergenza di queste settimane, rispondendo così all'appello del Papa in fedeltà al Vangelo e alle norme in vigore. La Segreteria generale della Cei, insieme all’ Ufficio giuridico e all’ economato ha incaricato la Fondazione Migrantes, la Caritas Italiana  e la Fondazione Missio di preparare una nota che servirà come piattaforma di discussione per il Consiglio episcopale permanente (30 settembre – 2 ottobre) per predisporre un progetto organico. Si tratterà, in ogni caso, di un’ accoglienza di “secondo livello”. Insomma, nessuno andrà a prendere la persone che sbarcano dai barconi. Verrà ospitato chi ha ottenuto lo status di rifugiato, esce dai centri di accoglienza e non sa dove andare. Altrimenti, occorre che parrocchie, conventi e altre strutture intenzionate all’ accoglienza sottoscrivano convenzioni con le Prefetture, rispettando le procedure e gli adempimenti, anche di ordine architettonico e di sicurezza abitativa previste dalle norme, per chi è in attesa dello status. Per l’ ospitalità con permesso di soggiorno, invece, è sufficiente una dichiarazione alla Questura.

All’ ospitalità presso le famiglie collaboreranno anche le Caritas diocesane. La base è il progetto sperimentato da un anno in 13 diocesi del nostro Paese che s'intitola “Rifugiato a casa mia”, che ha coinvolto finora una trentina di famiglie e che potrebbe essere ampliato ad alcune centinaia di nuclei familiari. Caritas vigilerà sulla qualità dell’ ospitalità, e metterà a disposizione di chi apre la propria casa esperti e tutor. La stessa cosa vale per le parrocchie, nelle quali le famiglie rifugiate e i parroci avranno comunque una famiglia o più di riferimento. Non si tratta di trovare soltanto un tetto provvisorio, ma di organizzazione, qualità e integrazione autentica e profonda nel tessuto sociale italiano.

 

Immagine articolo
In questa foto d'archivio, alcuni rifugiati ospitati in una chiesa di Vienna nel gennaio 2013. In alto: bambini scappati dal Medio Oriente in un campo profughi ad Amburgo, in germania, venerdì 18 settembre 2015. Le fotografie sono dell'agenzia Reuters.
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