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Primarie in Usa: per ora vincono un miliardario e un socialista

Fra i repubblicani vittoria netta di Donald Trump, mentre Bernie Sanders stravince lasciando indietro l'ex first lady Hillary Clinton. La campagna elettorale del 2016 per la Casa Bianca resta fra le più imprevedibili di sempre. Le prossime elezioni il 20 febbraio in South Carolina.


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Hanno vinto un miliardario e un socialista. L'esito delle primarie del New Hampshire conferma che in questo 2016 la corsa verso la conquista della Casa Bianca (si vota l'8 novembre) è fra le più pazze di sempre.

Per ora fra gli elettori prevalgono la rabbia e lo spirito di rivolta contro la classe politica tradizionale. Così vengono premiati i candidati con le posizioni più estreme. Trump, che vuole cacciare gli immigrati e chiudere le frontiere ai musulmani, e Sanders, il “democratico socialista”, scatenato contro Wall Street e i politicanti di Washington.

Donald Trump, arrivato secondo nel voto dello Iowa, stravince in New Hampshire con il 35,2 per cento dei voti. Il secondo, John Kasich, si ferma al 15,8 mentre Ted Cruz arriva a 11,7. Resta indietro Jeb Bush e precipita Marco Rubio, terzo arrivato in Iowa, ma inguaiato da una pessima prestazione durante un dibattito televisivo prima del voto. Quindi fra i repubblicani le carte sono tutte rimescolate, anche se i favori maggiori restano per i due rappresentanti più estremi e conservatori: Trump e Cruz. Per ora dalla lotta fra i vari aspiranti repubblicani si avvantaggia Trump, che ha buon gioco a deridere le zuffe fra i suoi rivali. In New Hampshire è emerso dal mucchio il senatore dell'Ohio John Kasich, 63 anni, relativamente moderato, ma non amato dall'ala dura del partito. Vedremo se sarà una meteora o se riuscirà a consolidare la sua posizione.

Tra i democratici, dopo il testa a testa nell'Iowa, questa volta stravince Sanders con il 60 per cento dei voti, mentre Hillary Clinton si ferma al 38,3. Un brutto colpo per la ex first lady, che in questa fase sembra perdere anche il voto dei giovani e delle donne. Quanto durerà il momento magico dei due outsider? Di solito nella prima parte della campagna elettorale gli elettori americani votano “di pancia”, dando sfogo ai sentimenti più profondi, spesso anti sistema. Poi i favori si orientano verso i candidati più autorevoli e affidabili, in grado di garantire la vittoria e la sicurezza nazionale, quindi capaci di conquistare il voto moderato dei centristi. Questo, di solito. Ma la campagna elettorale del 2016 sembra davvero imprevedibile.

Resta un'ultima considerazione. Quella in corso è una campagna in cui si discutono soprattutto le idee dei candidati, sia pure quelle estreme o eccentriche. Essere giovani, di bell'aspetto e disinvolti su Twitter o Facebook non conta. Trump ha 69 anni e una chioma sospetta che da anni scatena le battute dei comici e gli imitatori. Sanders ha 74 anni e un'aria da vecchio professore spettinato e un po' trasandato. Eppure piacciono entrambi, molto più dei quarantenni tutti casa e  chiesa, sempre ben vestiti e ben pettinati.

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