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Prima di tutto, la mamma

Una sentenza della Cassazione dice di no alle adozioni troppo facili e frettolose


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No alle adozioni facili. Il monito della Cassazione giunge forte e chiaro dopo aver esaminato il caso di una mamma dal passato difficile che, messi alle spalle i guai, ha voluto che le fosse concessa una seconda possibilità con il figlio naturale. Il Procuratore generale aveva presentato ricorso in Cassazione chiedendo il ripristino dello stato di adottabilità di un bambino musulmano, sulla base di comportamenti intemperanti della madre. Con ordinanza n. 330/2012, la Corte ha voluto porre l'accento proprio sulla concessione della possibilità alla donna di prendersi nuovamente cura del figlio.


Ovviamente, solo dopo aver riscontrato come "il processo di autonomia e di maturazione della donna stia procedendo con esiti positivi, grazie non soltanto all'impegno suo e del compagno, ma anche al lungo e faticoso lavoro di assistenti sociali, educatori e responsabili della comunità di accoglienza, i quali hanno dato un fondamentale sostegno alla diade madre-figlio, consentendo al minore di assorbire senza eccessivo disagio le intemperanze comportamentali della madre, certamente turbolenta, anche per il suo difficilissimo passato e a volte delegante, ma mai abbandonica verso il figlio che, come osservato dagli operatori, e' un bambino sereno, sorridente, senza alcun problema psico-fisico ed evolutivo".

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