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Perché Gesù si autodefinisce "Figlio dell’ uomo"

Cosa vuol dire con questa espressione? Risponde il teologo Pino Lorizio


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GUIDO G. - Perché nel Vangelo Gesù si autodefinisce, più di una volta, “Figlio dell’ uomo”? Cosa vuol dire con questa espressione?

La figura del “Figlio dell’ uomo” appartiene al genere letterario apocalittico presente in alcuni testi profetici dell’ Antico Testamento (per esempio Daniele, 7). In quanto tale non si riferisce alla natura umana di Gesù, ma a ciò che tale figura rappresenta: un personaggio singolo o un collettivo, che viene a liberare il popolo dalle sue schiavitù, non senza attraversare e prendere su di sé un destino di sofferenza e di martirio. Secondo gli esegeti Gesù avrebbe usato questa espressione per indicare la propria funzione giudiziale-escatologica; per esprimere un inevitabile destino di sofferenza; per sottolineare la sua peculiare attività carismatica (ad esempio i miracoli), che tanto stupore destava nei suoi contemporanei. Le due dimensioni della sofferenza e del riscatto sono tenute insieme in una figura particolarmente significativa per la concezione messianica d’ Israele, nella quale Gesù si inserisce, ma che al tempo stesso supera, in quanto la liberazione che viene a donarci non è di tipo mondano o socio-politico-economico, ma più radicale e profonda.

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