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Per non perdere un'intera generazione

Unicef, UNHCR, Save the Children e World Vision lanciano un appello urgente: i bambini siriani non possono più aspettare


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"Tutti noi abbiamo subito i bombardamenti e visto persone uccise", dice Abdallah, 12 anni, mentre tira calci a un pallone nel campo profughi di Za’ atari in Giordania. "Mi manca poter leggere e scrivere, sto cominciando a dimenticare come si fa. Ho lasciato tutti i miei libri in Siria", ripete di continuo Jomaa, anch'egli 12enne.

Due voci che riassumono il dramma di un milione di minori siriani rifugiati in Libano, Giordania, Turchia, 425 mila dei quali hanno meno di 5 anni. Le agenzie umanitarie, inoltre, hanno registrato in questi tre anni circa 8 mila minori separati dalle proprie famiglie. E ancora più critica, se possibile, è la situazione dei 3 milioni di minori sfollati rimasti all'interno del territorio siriano.

Un'intera generazione è a rischio, perciò Unicef, UNHCR, Save the Children, Word Vision e altri partner hanno lanciato oggi un appello congiunto a governi, organizzazioni umanitarie, sostenitori pubblici e privati per supportare una strategia complessiva a favore dei minori siriani, perché resti acceso il lumino di un futuro diverso.

1 miliardo di dollari, da investire in programmi di protezione dalla violenza fisica e psicologica e sostegno all'educazione, è l'obiettivo della campagna lanciata il 7 gennaio, a una settimana dalla Conferenza del Kuwait che vedrà oltre 60 Stati riuniti per discutere di aiuti umanitari alla Siria. "Il futuro di questi bambini sta svanendo", ha dichiarato l'alto commissario per i rifugiati dell'Onu Antonio Guterres, "ma c'è ancora un'ultima possibilità di aiutarli. Il mondo deve finalmente rispondere a questa crisi".

Più volte è stato ripetuto che i minori sono i soggetti più vulnerabili e perciò più colpiti da questa spaventosa crisi umanitaria lunga ormai 3 anni: in concreto, questo ha significato per centinaia di migliaia di bambini subire le peggiori forme di sfruttamento come lavoro minorile, arruolamento forzato in formazione armate, matrimoni precoci e discriminazioni di ogni genere basate sull'età e il sesso.

Investire nei bambini siriani porterà sollievo e aiuto alle vittime della guerra, ma potrebbe significare anche offrire una speranza di un futuro più a lungo termine per la Siria e il Medio Oriente intero: proprio per questa ragione è stato creato ad hoc il sito www.championthechildrenofsyria.org, che raccoglie le voci e le storie di bambini colpiti dal conflitto e mostra quali effetti positivi sulla loro vita porterebbero le donazioni. Non è rimasto molto tempo, prima di assistere alla scomparsa di un'intera generazione.

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