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Per il secondo giorno contagi e vittime in calo

Nelle ultime 24 ore sono 3.780 i nuovi positivi, ieri erano stati 3.957. Anche i deceduti sono diminuiti: oggi 602, contro i 651 di ieri. Sono i primi segnali di miglioramento della situazione. Ma dai dati emergono anche altri elementi che andranno chiariti. Specie confrontando i numeri della Lombardia con quelli del Veneto…


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Per il secondo giorno i nuovi positivi e i deceduti sono in calo. È presto per dirlo, ma potrebbe essere che in Italia si sia fatto il “giro di boa”: che l’ ascesa stia terminando e che comincino a dare risultati i provvedimenti che ci hanno costretto a casa, che impongono la distanza di sicurezza in tutti i rapporti interpersonali, che hanno ridotto al minimo essenziale tutta la vita produttiva e commerciale del nostro Paese.

 

Il bollettino di oggi della Protezione Civile (diramato come di consueto alle 18 di oggi, 23 marzo) ci dice che i guariti nelle ultime 24 ore sono 408, quelli totali 4.723. I nuovi positivi sono sempre tanti: 3.780, ma ieri erano stati 3.957. Lo stesso vale per i deceduti: oggi sono stati 602, ieri 651. Le persone attualmente positive al virus sono 50.418 totali, di cui 26.522 in isolamento domiciliare e 3204 in terapia intensiva (gli altri sono in ospedale). Se guardiamo infine ai contagi totali, nel nostro Paese sono 63.927, dall’ inizio dell’ epidemia.

 

La Lombardia resta la regione di gran lunga più colpita: i casi attualmente positivi sono 18.910, in Emilia Romagna 7.220, in Veneto 4.986, in Piemonte 4.529 (2.358 nelle Marche, 2.301 in Toscana, 1.553 in Liguria).

Oggi, nella conferenza stampa quotidiana della Protezione Civile, il Commissario Angelo Borrelli ha sottolineato la solidarietà internazionale: la Germania accoglie 8 pazienti positivi; Russia, Cina, Cuba, Francia e la stessa Germania ci stanno aiutando con medici, infermieri, mezzi e apparecchiature. Grande anche l’ apporto solidale degli italiani: sul conto della Protezione Civile sono affluiti in pochi giorni 25,5 milioni di euro.

 

Questi i dati generali. Ce ne sono altri, però, che meritano attenzione e fanno sorgere qualche domanda. Specie quelli che mettono a confronto Lombardia e Veneto.

Le vittime lombarde, dall’ inizio della diffusione del virus, sono 3.776, che corrispondono in percentuale al 13,1 del totale dei contagi accertati. Un indice di mortalità altissimo.

Il Veneto? Finora 192 morti, che sono il 3,4% del totale dei contagiati accertati.

 

Come si spiega una differenza tanto macroscopica? È uno dei quesiti che prima o poi dovranno avere risposta. Cosa non ha funzionato in Lombardia? O, se vogliamo, cosa ha funzionato meglio in Veneto?

Forse una prima (ma di certo parziale) risposta viene dai tamponi che si stanno facendo: nelle ultime 24 ore in Veneto ne sono stati effettuati 3.444 e uno solo su dieci è risultato positivo. In Lombardia i dati sono ben diversi: su 2.644 tamponi fatti oggi (che sono sensibilmente di meno se consideriamo che è la regione italiana che ha di gran lunga il maggior numero di contagiati) uno su 3 è risultato positivo.

Qualche risposta a questi numeri la si dovrà pur dare.

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