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Pax Christi: «La guerra è sempre una sconfitta»

«È un “suicidio” e non è mai la soluzione a nessun problema», scrive monsignor Giovanni Giudici, presidente nazionale Pax Christi. Parole che si riallacciano all'esortazione di papa Francesco: «Riscoprite in colui che oggi considerate un nemico da abbattere il vostro fratello».


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«Non possiamo permettere che la nostra appartenenza etnica né la nostra religione ci dividano proprio ora. Noi siamo figli dello stesso Dio, l‘unico Dio, che è nostro Padre comune». È un grido di dolore, ma anche un estremo appiglio di speranza quello lanciato da monsignor Jacek Pyl, vescovo ausiliare della diocesi cattolica di Odessa-Simferopoli, responsabile per la Crimea.

Un appello che Pax Christi Italia prontamente rilancia e fa suo. Sono ore drammatiche, segnate da ultimatum, minacce e movimenti di soldati: la diplomazia appare fragile e torna ad affacciarsi sull'Europa l'incubo di un nuovo conflitto. Eppure c'è chi non smette di lavorare perché la ragionevolezza abbia la meglio sulla follia delle armi.

«La guerra è sempre una sconfitta per l'umanità», scrive monsignor Giovanni Giudici, presidente nazionale Pax Christi. «È un “suicidio” e non è mai la soluzione a nessun problema». Parole che si riallacciano all'esortazione di papa Francesco: «Riscoprite in colui che oggi considerate un nemico da abbattere il vostro fratello».

Esiste una pace possibile. Non un'utopia fondata su ideali lontani e generici, ma un progetto concretissimo, che secondo Pax Christi si può costruire, creando le condizioni necessarie: la comune consapevolezza degli Europei di poter vivere delle diversità riconciliate e chiare opzioni politiche capaci di offrire prospettive economiche e sociali alle popolazioni che stanno ai loro confini. Non solo: serve anche una presa di coscienza che a scatenare nuovi scenari di guerra sono, come sempre, i grandi interessi economici. In questa prospettiva le persone vengono calpestate, prevale l’ egemonia economica dei più forti e prolifera ancor di più il mercato delle armi, a spese dei più poveri.

Per questo, sottolinea monsignor Giudici, «in vista delle imminenti elezioni europee, le scelte siano orientate alla pace, alla nonviolenza, alla riduzione della spesa per gli armamenti, all’ equa distribuzione delle risorse, come risposta alla necessità di sviluppo e crescita dei popoli europei».

E come da sempre accade nella storia di Pax Christi, all'impegno politico si affianca la risposta della fede: «Continuiamo a pregare per la pace, in Ucraina e in tutti i luoghi dove ancora ci sono violenze e guerre, e rinnoviamo, con le parole del Papa,  l’ impegno a "ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi”».

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