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Credenti laici: nel mondo, non del mondo

È la sfida che attende i fedeli impegnati a testimoniare il Vangelo in famiglia, sul lavoro, nel campo economico e in politica. Oggi l'incontro tra il Papa e i movimenti


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Saranno ben oltre le 120mila presenze confermate e i 150 diversi movimenti e associazioni i presenti in piazza san Pietro per la veglia di Pentecoste che comincia alle 18 di sabato e per la messa di domenica mattina. Convocati - nel cuore dell’ Anno della fede - a stringersi attorno al Papa per la Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali arriveranno non solo dall’ Italia, ma dall’ Argentina, dalla Bielorussia, da Brasile, Congo, Francia, Germania, India, Irlanda, Malta, Messico, Lituania, Slovacchia, Spagna…

Nel presentare la Giornata, monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Nuova evangelizzazione, ha sottolineato che «l’ evento è particolarmente significativo a 50 anni dalla apertura del Concilio Vaticano II che ha avuto come uno dei suoi frutti principali proprio l'esperienza dei movimenti e delle associazioni, come è possibile vedere anche dai documenti Lumen Gentium e Apostolicam actuositatem».

Intanto, mentre tutto è pronto per l’ incontro in piazza e per la messa di domenica, l’ attenzione del Papa e di diversi dicasteri vaticani si è spostata anche sulla realtà dei nuovi movimenti religiosi. Quelli più vicini alle sette e a una interpretazione new age della fede. E così, mentre si celebra la Pentecoste, a Santa Marta una quarantina di partecipanti delle università pontificie, della Cei e del Vicariato di Roma, dei dicasteri del Dialogo Interreligioso, Evangelizzazione dei Popoli, Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Cultura, insieme con papa Francesco hanno riflettuto sul fenomeno e sulle prospettive pastorali. Tra i relatori lo stesso monsignor Fisichella che ha parlato dei "Nuovi Movimenti Religiosi e la nuova evangelizzazione", padre Michael Fuss, della Pontificia Università Gregoriana che ha affrontato il tema "Le nuove frontiere del sacro". Dialogo e confronto tra fede e credulità; monsignor Juan Usma Gomez, del Pontificio consiglio per la Promozione dell’ unità dei cristiani, che ha invece parlato di Cattolici e Pentecostali a confronto: identità, relazioni e prospettive. Sul fenomeno new age nel contesto attuale sono invece intervenuti don Alessandro Olivieri Pennesi, responsabile dell’ Ufficio per i Nuovi Culti del Vicariato di Roma, e il gesuita padre Michael P. Gallagher s.j., della Pontificia Università Gregoriana.

Annachiara Valle

Non ci saranno solo i movimenti, in piazza san Pietro per l’ incontro di Pentecoste. Dalle parrocchie di tutta Italia, ma anche dall’ estero si sono mobilitate anche le associazioni. L’ Azione Cattolica, in particolare, porterà anche una rappresentanza del resto del mondo e sarà presente sia con pellegrinaggi organizzati che con singole mobilitazioni di parrocchie.

«Siamo particolarmente contenti della sottolineatura che il Papa ha dato del suo essere innanzitutto vescovo di Roma», spiega Franco Miano, presidente nazionale dell’ associazione, «perché questo significa attenzione alla Chiesa locale, oltre che, naturalmente a quella universale». Con l’ Azione Cattolica è stata sintonia al primo sguardo. «L’ associazione ha uno speciale rapporto con il Papa e con tutta la gerarchia, come recita il nostro Statuto fin dal primo articolo. La nostra fedeltà è parte stessa, è costitutiva del nostro essere associazione. In particolare con Francesco, poi, sentiamo, ancor di più, il richiamo alle nostre radici».

L’ incontro di Pentecoste è «un momento importante», spiega Miano, «perché ci conferma, ancora una volta, nel nostro cammino. Ed è nel segno della speranza. Senza nulla togliere ai suoi predecessori, Francesco ha aperto il cuore spingendoci, ancor di più, nella linea della testimonianza e della piena coerenza tra la fede e la vita. Ci sentiamo incoraggiati nella nostra proposta associativa che è una proposta che dà attenzione alle persone più semplici, ai poveri, alle periferie del mondo come alle periferie della vita».


Annachiara Valle

In piazza porteranno oltre diecimila aderenti. Il Rinnovamento nello Spirito si prepara all’ incontro con Papa Francesco ricordando anche quelli con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI. «Ci saranno pellegrini da tutta Italia», dice il presidente nazionale Salvatore Martinez, «che seguiranno tutti i diversi momenti proposti nell’ iniziativa. Inoltre, dopo l’ abbraccio con il Santo Padre, si ritroveranno per la consueta Veglia di Pentecoste nella chiesa di San Gregorio VII, a pochi passi da Piazza San Pietro, per una adorazione eucaristica nello stile del Roveto Ardente».
Per Salvatore Martinez si tratta di un «cenacolo a cielo aperto, che segnala l’ attualità della presenza creativa e dell’ azione carismatica dello Spirito Santo nella vita di tanti laici. Una nuova Pentecoste, per ricordare che dobbiamo dare un volto amorevole alla fede, e fare di Cristo un incontro e un’ esperienza». La presenza dei movimenti, sottolinea il presidente nazionale, «testimonia, ancora una volta, che lo Spirito Santo non è in recessione, ma che continua a suscitare una nuova generazione di cristiani che con passione e responsabilità desiderano assumersi il rischio della fede e il destino delle Chiese».
Sulla scia dell’ ultimo Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione e proprio nel cuore dell’ Anno della fede, conclude Martinez «è viva la consapevolezza che i movimenti, come il Rinnovamento, rimangono una avanguardia di speranza creativa per la Chiesa nel mondo, non perché si propongono cose nuove, ma perché ridanno novità, luce, entusiasmo alle cose di sempre».

Annachiara Valle

«Più che aspettarci qualche cosa vorremmo poter offrire qualcosa. Ci interessa che il Papa senta di avere davanti migliaia di persone con l’ unico anelito di testimoniare la vitalità della fede, la ricchezza dei doni di Dio, la capacità di rispondere alle sfide più importanti del momento presente tramite i diversi carismi che movimenti e associazioni portano in sé».
Così Maria Voce, presidente dei Focolari, spiega come il Movimento si prepara all’ appuntamento del prossimo fine settimana. «Desidereremmo che Papa Francesco sentisse la nostra completa disponibilità ad essere strumenti di unità fra le diverse componenti della Chiesa, a cominciare dai figli dei carismi antichi e nuovi a servizio di una Chiesa-comunione che è quella che l’ umanità aspetta di vedere oggi».  
Sono passati 15 anni dal primo grande incontro, il 30 maggio 1998, di Giovanni Paolo II con i movimenti e le nuove comunità. In quell’ occasione, il Papa indicava il loro posto nella Chiesa, definendoli «espressioni significative» del suo aspetto carismatico, costitutivo della Chiesa stessa e coessenziale a quello istituzionale. E concluse affermando: «Oggi la Chiesa si aspetta da voi frutti "maturi" di comunione e di impegno».
In seguito Benedetto XVI rinnovò l’ appuntamento alla vigilia di Pentecoste del 2006 e in una successiva occasione precisò: «I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l’ attuazione del Concilio Vaticano II».
Fin dal primo momento Chiara Lubich promise a Papa Wojtyła di impegnarsi, in forza del suo specifico carisma, con il movimento in tutto il mondo, a favorire e intensificare la comunione tra i movimenti. I frutti maturati da allora sono stati abbondanti, sia nella reciproca e più approfondita conoscenza, che nel collaborare al raggiungimento di obiettivi comuni (pace, abolizione della pena di morte, diritti umani) sia nel realizzare insieme centinaia di Giornate, sul modello della Pentecoste ’ 98, in numerosi Paesi del mondo, con il concorso di oltre 300 movimenti e nuove comunità. Questa comunione accresciuta all’ interno della Chiesa cattolica si è aperta a una rete di aggregazioni sorte in seno ad altre Chiese cristiane. Insieme promuovono il processo di "Insieme per l’ Europa", un contributo plurale all’ edificazione della "nuova Europa dello spirito" traendo ispirazione dal Vangelo.

Annachiara Valle

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