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Papa Francesco: incontrare Gesù nelle "piaghe" della vita quotidiana

Le riflessioni di papa Francesco durante l'omelia della S.Messa quotidiana in Santa Marta.


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Per incontrare Dio è necessario piegarsi sulle piaghe dei poveri e esse si trovano facendo opere di misericordia. Papa Francesco, a quattro giorni dalla sua partenza per Lampedusa e a due giorni dalla pubblicazione della “Lumen fidei”, offre una grande lezione e  spiega nell’ omelia della Messa di Santa Marta cosa sono queste opere.

Usa parole severe e sicuramente sorprendenti: “Nella storia della Chiesa ci sono stati alcuni sbagli nel cammino verso Dio. Alcuni hanno creduto che il Dio dei cristiani noi possiamo trovarlo attraverso il cammino della meditazione: quello è pericoloso. Quanti si perdono in quel cammino e non arrivano. Arrivano sì, forse, alla conoscenza di Dio, ma non di Gesù Cristo, Figlio di Dio, seconda persona della Trinità. A quello non ci arrivano. E’ il cammino degli gnostici. Sono buoni, lavorano, ma quello non è il cammino giusto. E’ molto complicato e non ti porta a buon porto”.

Commentava la lettura del Vangelo in cui san Tommaso non crede alla resurrezione e chiede di mettere le mani nelle piaghe di Cristo. Così Bergoglio ha colto l’ occasione per spiegare cosa sono oggi quelle piaghe. Poi ha proseguito: “Altri hanno pensato che per arrivare a Dio dobbiamo essere noi mortificati, austeri, scegliere la strada della penitenza, il digiuno. E neppure questi arrivano al Dio vivo, a Gesù Cristo vivo. Sono i pelagiani, che credono che con il loro sforzo possono arrivare”. Invece, prosegue il Papa, Gesù dice che per incontrarlo bisogno trovare le sue piaghe: “E le piaghe di Gesù le trovi facendo le opere di misericordia, dando al corpo, al corpo e anche all’ anima, ma al corpo, del tuo fratello piagato, perché ha fame, perché ha sete, perché è nudo, perché è umiliato, perché è schiavo, perché è in carcere, perché è in ospedale. Quelle sono le piaghe di Gesù oggi e Gesù ci chiede di fare un atto di fede a lui, ma tramite queste piaghe”.

 Poi ha ripreso una concetto caro a Benedetto XVI e ha spiegato che non basta fare una “fondazione” per aiutare i poveri, altrimenti si è solo “filantropici”. Invece bisogna toccare le piaghe di Gesù perché è solo così che possiamo cambiare la vita: Esattamente come è accaduto a San Tommaso e a Francesco quando ha abbracciato il lebbroso.

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