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Quando Francesco va in parrocchia

Il Pontefice, vescovo di Roma, ha stretto con la sua diocesi un'alleanza profonda. Fatta di gesti e di parole.


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L’ attenzione al mondo e la cura per chi è vicino. Papa Francesco non dimentica di essersi presentato al mondo, innanzitutto, come vescovo di Roma. E di aver stretto, con la sua diocesi, un’ alleanza profonda. Fatta di fede e di preghiera. Ma anche di opere e gesti. Papa Francesco che viaggia per il mondo è anche il pastore che si prende cura delle periferie della sua città, che visita e si fa visitare dal popolo al quale è stato inviato. Non sorprende che le messe a Santa Marta, da gennaio dello scorso anno, sono frequentate soprattutto dai fedeli romani. « Da questo mese di gennaio  i parroci delle diverse parrocchie della diocesi di Roma verranno avvisati, tramite il cardinale vicario Agostino Vallini, che potranno fare domanda per la partecipazione alla Messa a Santa Marta con un gruppo di fedeli della loro parrocchia (circa 25 persone)», aveva spiegato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. «Dal momento che il Papa non potrà visitare tutte le parrocchie di Roma,si darà così la possibilità di partecipare alla celebrazione con lui almeno ad una rappresentanza di ogni parrocchia. Va riconosciuto che l’ idea delle Parrocchie a turno è veramente bella e permetterà a tanti fedeli di avvicinarsi e stringersi intorno al proprio Vescovo nel momento più bello che rende Chiesa, e cioè l’ Eucarestia».

Ed è attorno all’ Eucarestia e alla Parola che il Papa non smette di chiamare i fedeli. Spiegando, come ha fatto anche in una delle ultime visite, che il culto e la vita non sono estranee tra di loro. È un Papa che si “consuma” quello che visita le parrocchie, che si dà ai fedeli con tutto se stesso. Undici in due anni di pontificato, scelte tra quelle che più faticano, periferiche anche quando sono al centro di Roma. Parrocchie da incoraggiare. Con una parola che riesce sempre a uscire dal perimetro ristretto e ad arrivare al mondo.

Sono visite lunghe, che spesso partono dal primo pomeriggio e si trascinano fino a sera, quelle che il Papa fa alle parrocchie romane. Ascolta la gente, confessa i parrocchiani, quasi sempre incontra i bambini che hanno ricevuto il battesimo nell’ anno. E poi si ferma con gli anziani e i malati, risponde alle domande, calibrando le risposte all’ altezza dei suoi uditori. Parlando in modo più semplice con i bambini, arrivando al cuore di tutti con un gesto, un sorriso, un’ azione inaspettata.

Non sono visite di circostanza, ma l’ attenzione vera del pastore che vuole stare con il suo gregge. Il fuori programma al campo Rom o la macchina che si ferma al Centro Caritas, gli orari che saltano per stare più tempo con le persone, per stringere più mani, per ascoltare con più attenzione, ci dicono di un Bergoglio che è, al tempo stesso, parroco, vescovo, Papa. Persona che guida e accompagna alla fede, che consola e rialza. E che, in questi due anni, è stato capace di far arrivare sempre di più e a tutti la misericordia di Dio.

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