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Papa Francesco: "La legge è uno strumento di libertà, ci permette di non essere schiavi"

Papa Francesco, commentando il Vangelo del discorso della montagna, torna a parlare di legge e di giustizia: "Gesù non elimina i precetti ci aiuta a interpretarli. Chi non domina le passioni non è libero".


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Con l'occasione del Vangelo della domenica, papa Francesco torna a parlare di giustizia e di legge: «Il Vangelo di oggi ( è tratto dal “discorso della montagna” e affronta l’ argomento dell’ adempimento della Legge. Gesù vuole aiutare i suoi ascoltatori ad avere un approccio giusto alle prescrizioni dei Comandamenti dati a Mosè, esortando ad essere disponibili a Dio che ci educa alla vera libertà e responsabilità mediante la Legge. Si tratta di viverla come uno strumento di libertà, non dimentichiamo questo: la legge mi aiuta a essere più libero, a non essere schiavo delle passioni e del peccato: pensiamo alle guerre, alla bimba morta di freddo in Siria, chi fa la guerra non sa dominare le passioni».

«Quando si cede alle tentazioni e alle passioni -continua il papa -, non si è signori e protagonisti della propria vita, ma si diventa incapaci di gestirla con volontà e responsabilità. Il discorso di Gesù è strutturato in quattro antitesi, espresse con la formula "Avete inteso che fu detto … ma io vi dico". Queste antitesi fanno riferimento ad altrettante situazioni della vita quotidiana: l’ omicidio, l’ adulterio, il divorzio, i giuramenti. Gesù non abolisce le prescrizioni che riguardano queste problematiche, ma ne spiega il significato più profondo e indica lo spirito con cui occorre osservarle. Egli incoraggia a passare da un’ osservanza formale della Legge a un’ osservanza sostanziale, accogliendo la Legge nel cuore, che è il centro delle intenzioni, delle decisioni, delle parole e dei gesti di ciascuno di noi».

«Dal cuore partono le azioni buone e quelle cattive. E questo vale per le guerre, ma anche per le chiacchiere, perché le parole uccidono. Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che, quando non si ama il prossimo, si uccide in qualche misura sé stessi e gli altri, perché l’ odio, la rivalità e la divisione uccidono la carità fraterna che è alla base dei rapporti interpersonali. Accogliendo la Legge di Dio nel cuore si capisce che i desideri vanno guidati, perché non tutto ciò che si desidera si può avere, e non è bene cedere a sentimenti egoistici e possessivi. Quando si accoglie la Legge di Dio nel cuore si capisce che bisogna abbandonare uno stile di vita fatto di promesse non mantenute, come anche passare divieto di giurare il falso alla decisione di non giurare affatto, assumendo l’ atteggiamento di piena sincerità con tutti. Ma Gesù è consapevole che non è facile vivere i Comandamenti in questo modo così profondo e totalizzante. Per questo ci offre il soccorso del suo amore: Egli è venuto nel mondo non solo per dare compimento alla Legge, ma anche per donarci la sua Grazia, così che possiamo fare la volontà di Dio, amando Lui e i fratelli. La santità è affidarsi alla Sua gratuità Si tratta di fidarsi e affidarsi a Lui, accogliere la mano che Egli ci tende costantemente, affinché i nostri sforzi e il nostro necessario impegno possano essere sostenuti dal suo aiuto, ricolmo di bontà e di misericordia. Gesù oggi ci chiede di progredire sulla via dell’ amore che Lui ci ha indicato e che parte dal cuore. Questa è la strada da seguire per vivere da cristiani. La Vergine Maria ci aiuti a seguire la via tracciata dal suo Figlio, per raggiungere la gioia vera e diffondere dappertutto la giustizia e la pace».

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