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Papa all'udienza: cristiani fuori dalle sacrestie

Bergoglio insiste: "Una Chiesa chiusa tradisce la propria identità". Ricorda Wojtyla e si infila un casco da pompiere.


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Papa Francesco domanda di nuovo se siamo cristiani missionari, che vanno per le strade del mondo, fino alle periferie oppure se siamo cristiani da sacrestia. Nell’ udienza di questa mattina ha ribadito che una “Chiesa chiusa tradisce la propria identità”. Ha sottolineato che non si tratta di un “rimprovero”, ma anche occorre porsi queste domande. Tra le altre ne ha fatta una pesante: “Il Papa e i vescovi pregano e annunciano il Vangelo?”. Il tema che ha trattato era quello del carattere apostolico della Chiesa, questione che richiama la missionari età, il camminare nella storia. Ha ricordato che apostolo è una parole greca che vuol dire mandato. Per questo motivo di nuovo ha ripreso il concetto di “cristiani di sacrestia”, come altre volte aveva fatto con quelli di cristiani da salotto o da pasticceria. Ha detto che la Chiesa “custodisce e trasmette”, cioè deve fare esattamente il contrario di quello che fanno i cristiani da sacrestia. Nel corso dell’ udienza ha ricordato il 35esimo anniversario dell’ elezione di papa Wojtyla e alla fine ha abbracciato a lungo monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della Fondazione Migrantes, che ha distribuito a Lampedusa, insieme all’ elemosiniere pontificio, gli aiuti del papa ai superstiti del naufragio. Durante il giro il jeep tra i fedeli ha ricevuto e  indossato un casco dei Vigili del Fuoco volontari.

Alberto Bobbio

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Il Papa con il casco dei vigili del fuoco in piazza san Pietro
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