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«Se entra da un orecchio e esce dall’ altro la Bibbia non arriva al cuore»

Le Sacre Scritture vanno ascoltate con attenzione, non guardando il soffitto o distraendosi, avverte papa Francesco


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«Quando noi sentiamo la Parola di Dio cosa succede nel mio cuore? Sto attento alla Parola di Dio?», ha domandato Jorge Mario Bergoglio, a quanto riportato da Vatican News, nell’ omelia della messa mattutina a Casa Santa Marta. «Lascio che tocchi il mio cuore o sto lì a guardare il soffitto pensando altre cose e la Parola entra da un orecchio ed esce dall’ altro, non arriva al cuore? Cosa faccio io per prepararmi perché la Parola arrivi al cuore? E quando la Parola arriva al cuore c’ è il pianto di gioia e c’ è la festa. Non si capisce la festa della domenica senza la Parola di Dio, non si capisce».

Il Papa ha commentato le letture di oggi e si è soffermato sull’ episodio, raccontato nel Libro di Neemia, i cui, ricostruito il Tempio, tutto il popolo si raduna per l’ intronizzazione della Parola di Dio: «Una cosa bella: noi siamo abituati ad avere questo libro che è la Parola di Dio, ma siamo, direi, male abituati», ha sottolineato il Papa, mentre al popolo «mancava la Parola, aveva fame della Parola di Dio, per questo quando vide il libro della Parola si alzò in piedi. Ma pensate che da decenni non succedeva questo, è l’ incontro del popolo con il suo Dio, l’ incontro del popolo con la Parola di Dio».

Francesco ha ricordato quello che Neemia dice al popolo radunato: «Andate, fate festa - e dà una bella ricetta della festa - mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno – ai poveri; sempre i poveri sono i chierichetti della festa cristiana, i poveri! - perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza». La parola di Dio, ha concluso il Papa, «ci fa gioiosi, l’ incontro con la Parola di Dio ci riempie di gioia e questa gioia è la mia forza, è la nostra forza. I cristiani sono gioiosi perché hanno accettato, hanno ricevuto nel cuore la Parola di Dio e continuamente incontrano la Parola, la cercano». E «La tristezza non è la nostra forza», perché «i cuori rattristati» il diavolo li butta giù subito mentre la gioia del Signore «ci fa alzare, guardare e cantare e piangere di gioia». E dunque, «che il Signore – è l’ invocazione conclusiva del Papa – dia a tutti noi la grazia di aprire il cuore per questo incontro con la sua Parola e non avere paura della gioia, non avere paura di fare la festa della gioia».

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