Immagine pezzo principale

Europa, il continente delle disuguaglianze

Un cittadino su quattro è a rischio povertà. E l'1% della popolazione più ricca detiene un terzo delle ricchezze del continente. Sono alcuni dei dati dell'ultimo rapporto di Oxfam, che chiede agli Stati dell'Ue di adottare precise politiche per sradicare l'ingiusta distribuzione delle risorse.


Pubblicità

Un continente solcato da profonde ingiustizie socio-economiche, con un cittadino su quattro a rischio povertà o esclusione sociale. E' l'inquietante fotografia dell'Europa, scattata dal nuovo rapporto di Oxfam "Un'Europa per tutti, non per pochi". Nel nostro continente nel 2015 la povertà ha raggiunto livelli inaccettabili. Il divario economico è abissale: 342 persone, dice il rapporto, accumulano nelle loro mani un patrimonio di circa 1.340 miliardi di euro. Solo la Spagna conta 21 miliardari, contro i tre milioni di poveri gravi del 2014.

L'1% della popolazione europea più ricca detiene un terzo delle ricchezze del continente. Il problema, dunque, non è la mancanza di risorse, bensì il modo in cui queste risorse sono distribuite. A livello globale, spiega il rapporto, i 28 Paesi dell'Unione sono ricchi, ma all'interno dei loro confini 123 milioni di persone in totale rischiano di finire nell'indigenza. Povertà e disuguaglianza non sono fatti ineluttabili, sono fenomeni derivati da una concomitanza di fattori - fra cui la crisi finanziaria mondiale - e potrebbero essere combattute dagli Stati attraverso l'adozione di precise politiche sociali ed economiche. 

La situazione è andata peggiorando negli ultimi anni: dal 2009 al 2013, infatti, il numero di europei che viveva in una condizione di forte deprivazione nei 27 Paesi dell'Unione è aumentato di 7,5 milioni, con un incremento in 19 Stati, arrivando a un totale di 50 milioni. I soggetti più esposti al rischio povertà sono le famiglie con un solo genitore - in particolare quelle con madri single - e quelle con i figli a carico. 

Per quanto riguarda in particolare il nostro Paese, il 20% degli italiani più ricchi detiene il 61,6% della ricchezza nazionale, mentre il 20% degli italiani più poveri ne detiene appena lo 0,4%. Il rapporto mette in evidenza il fatto che nessun Paese europeo si può dire immune dal divario socio-economico: Bulgaria, Lettonia e Lituania sono gli Stati in cui il livello di disuguaglianza è più profondo, ma anche Paesi come Francia e Danimarca tra il 2005 e il 2013 hanno visto aumentare le ingiustizie. Nel Regno Unito e in Olanda alcuni recenti studi hanno rivelato che un numero sempre maggiore di bambini va a scuola senza avere fatto colazione, senza essersi lavato e con vestiti usurati

Anche sul fronte del divario salariale fra uomini e donne non ci sono belle notizie: a livello europeo, la disparità dei salari tra uomini e donne è del 16%. In alcuni Paesi, come l'Estonia, arriva addirittura al 30%. E fra i miliardari europei, l'85% sono uomini. La disoccupazione, che a livello generale resta elevata in tutta Europa, è ancora più diffusa fra le donne.  Fra le categorie più a rischio ci sono i migranti: per i bambini figli di genitori stranieri, in alcuni Paesi come Francia e Danimarca il pericolo di finire in povertà è quasi doppio rispetto alla media Ue (35% contro il 18%). 

Il quadro è sconfortante, ma la rotta può essere invertita. Oxfam chiede agli Stati dell'Unione europea di impegnarsi per sradicare le disuguaglianze attraverso una maggiore equità dei sistemi fiscali (spesso sbilanciati al punto tale da favorire il divario di reddito), la garanzia di lavoro e salari dignitosi, il reinvestimento nei servizi pubblici come la sanità e l'istruzione, il rafforzamento della democrazia nelle istituzioni, affinché i processi decisionali siano sottratti alla pesante influenza degli interessi privati e delle élite dei potenti e guardino esclusivamente al bene comune. 

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo