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Oh My God, l'iniziativa di Tv2000. Lo sguardo curioso di chi è fuori dal coro

Sette teenager, estranei al mondo ecclesiale, inviati “molto” speciali


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Oh, my God! Come un’ esclamazione. Come un’ invocazione di aiuto. Come una sorpresa. Quella di vedere sette ragazzi tra i 16 e i 18 anni, selezionati fuori dagli ambienti ecclesiali, muoversi sulle tracce dei loro coetanei cattolici. Per capire e raccontare - attraverso i social - come e perché generazioni di adolescenti si siano appassionate alle 31 edizioni (tra diocesane e internazionali) delle Giornate mondiali della gioventù. E perché vogliono condividere la loro fede, ritrovarsi. “
Oh my God”, la striscia quotidiana di 30 minuti, con la regia di Ilaria Chimenti, mostrerà le “avventure” dei sette inviati di Tv2000 che, armati di smartphone e intraprendenza, saranno “embedded” (inseriti) nel gruppo in partenza per la Polonia di Perugia, la diocesi del cardinale Gualtiero Bassetti - che esce dalla Curia e li saluta - e di monsignor Paolo Giulietti, giovane vescovo ausiliare e già alla guida dell’ uf†ficio Cei per la pastorale giovanile dal 2001 al 2007 che li accompagnerà durante il viaggio. Proprio a Perugia Gianluca, Michele, Lorenzo, Ismela, Matteo, Federica e Yasmina sono arrivati con “Reset” che produce il programma per Tv2000 per prendere confi†denza con gli altri. Cominciano a parlare, davanti a un vassoio di pane e Nutella, con gli animatori della parrocchia di Monteluce. I loro coetanei, che fanno una pausa dall’ impegno con l’ oratorio estivo, hanno voglia di conoscere e accogliere, di «spiegare », come dice Francesca, «che i cattolici sono giovani normali con lo stesso entusiasmo per la vita degli altri. Anzi più che spiegare vorremmo che lo vedessero. Che condividessero con noi l’ esperienza dello scambio».
Per le vie di Perugia prendono confi†denza con don Simone Pascarosa, che sarà con loro in Polonia, e che è stato ordinato prete pochi giorni fa, con Licia, So‰a, Irene, Leonardo... Qualcuno comincia già a raccontare le proprie aspirazioni e progetti di vita. Ci penseranno poi le 26 ore di viaggio che li porteranno – in pullman – ‰fino in Polonia a sciogliere gli imbarazzi residui. Intano si chiedono, reciprocamente, della scuola e dei propri quartieri, delle esperienze fatte in altri continenti, delle proprie passioni.
Gianluca parla di Scampia e del ‰film Gomorra «che hanno girato anche nel mio palazzo, ma non c’ è solo quello a Napoli». Sogna di viaggiare e conoscere e ha per mito la sua insegnante di latino, «insegnare significa imprimere segni e lei mi ha “segnato” in positivo». Si mescolano Lorenzo, appena tornato da cinque anni di Brasile e che poi abiterà a Perugia, i romani Michele e Federica, che da grande vuole fare la scrittrice, Yasmina italo-maliana che ha già viaggiato in tanti Paesi del mondo, e che prima della Gmg andrà a fare un’ esperienza di volontariato ambientale in Costa Rica, Ismela, haitiana di origine, protestante, in Italia da quando aveva tre anni.
Fanno domande e provano a capire. L’ idea di far raccontare – con l’ occhio di chi è dentro per età ma “fuori” per esperienza – i giorni della Polonia in questa striscia quotidiana che partirà dall’ 11 luglio è di Cristiana Caricato. Autrice, con Francesco Esposito, del programma che «è anche una esperienza di iniziazione», spiega Caricato. «Perché vengono iniziati a una modalità narrativa e, nello stesso tempo, incontrano un mondo, quello cattolico, che non conoscono. Un modo per veri‰care la missionarietà e anche la capacità evangelizzatrice di un gesto come la Gmg che ha ormai anni di storia e che può però rischiare, in alcuni momenti, l’ autoreferenzialità. Inserire degli elementi “estranei” va incontro a quel desiderio di papa Francesco di una Chiesa inclusiva e aperta agli altri».

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