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«Noi anziani, fragili, ma utili»

Il Papa visita uno dei 15 centri che a Roma la comunità di Sant'Egidio gestisce per assistere le persone della terza età: «Chi accoglie gli anziani accoglie la vita».


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«Esco rinvigorito e rafforzato da questa visita!». Così esclama Benedetto XVI accomiatandosi da Viva gli Anziani, la casa di via Nicola Fabrizi, al Gianicolo, a Roma, dove la Comunità di Sant'Egidio accoglie e assiste un gruppo di persone della terza età. Il Papa, accolto dal ministro Andrea Riccardi, dal presidente della Comunità Marco Impagliazzo e dai vescovi legati a Sant'Egidio (fra cui monsignor Vincenzo Paglia) è rimasto all'interno della struttura per anziani circa un'ora.

La casa ospita 28 persone, alcune autosufficienti, altre bisognose di assistenza. «Vengo tra voi come Vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei. Conosco bene le difficoltà, i problemi e i limiti di questa età, e so che queste difficoltà, per molti sono aggravate dalla crisi economica», ha detto Benedetto XVI, 85 anni compiuti lo scorso aprile. Il Papa ha potuto salutare sia gli ospiti della casa del Gianicolo sia gli anziani arrivati da altre strutture gestite a Roma dalla Comunità di Sant'Egidio.

Fin dalla sua fondazione la Comunità si è avvicinata al mondo degli anziani e oggi questo servizio raggiunge 18 mila persone seguite da circa 8 mila volontari. Durante la sua visita, il Papa ha incontrato, fra gli altri, Maria, una centenaria trasteverina che faceva la batterista sulle navi da crociera; Maria, 98 anni, originaria di Sotto il Monte (paese natale di Giovanni XXIII); Francesca, 90 anni, nata in Tunisia da una famiglia di pescatori siciliani; Vincenzo, ex muratore, con i suoi 70 anni il più giovane della casa. Papa Benedetto si è anche fermato in uno dei mini appartamenti del condominio, dove ha salutato Giovanna e Maria, due amiche che per l'occasione hanno imbandito la tavola con bibite e pasticcini.

Nel giardino interno della struttura, davanti a una piccola folla, il Papa è stato salutato da Marco Impagliazzo e da Enrichetta, una donna di quasi 91 anni. «Non posso più fare quello che voglio io, come un tempo, però non mi sento inutile», ha detto la donna con la voce tremante per l'emozione. «Vorrei dirvi con profonda convinzione: è bello essere anziani!», ha detto il Papa nel suo breve discorso. «In ogni età», ha proseguito, «bisogna saper scoprire la presenza e la benedizione del Signore e le ricchezze che essa contiene. Non bisogna mai farsi imprigionare dalla tristezza!».

Benedetto XVI ha aggiunto che «si dovrebbe operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle proprie case. La sapienza di vita di cui sono portatori è una grande ricchezza. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato dal vivere comune. Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita!». «Non scoraggiatevi mai», ha esortato il Papa, “voi siete una ricchezza per la società, anche nella sofferenza e nella malattia. E questa fase della vita è un dono anche per approfondire il rapporto con Dio (…) diventate intercessori presso Dio, pregando con fede e con costanza. Pregate per la Chiesa, anche per me, per i bisogni del mondo, per i poveri, perché nel mondo non ci sia più violenza. La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l'affannarsi di tanti”.

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Papa Benedetto XVI visita un'anziana nella casa della Comunità di Sant'Egidio (Reuters).
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