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Niente scuse per chi va a prostitute

«Non ditemi che non ho ragione: per non tradire mia moglie vado a prostitute... Ma insomma, che cosa ho fatto di male?». Abbiamo ricevuto questa lettera e l'abbiamo girata ai nostri storici consulenti familiari: Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini. Ecco la loro risposta...


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Non ditemi che non ho ragione: per non tradire mia moglie vado a prostitute. Lei me lo ha fatto ammettere, una volta, e io – che sono sincero – l’ ho ammesso. E lei se l’ è presa; adesso non mi dà nemmeno più quel poco di sesso che prima mi concedeva a stento. Ma insomma, cosa ho fatto di male?

FEDERICO, DETTO FEDE

Caro Fede, (forse sarebbe meglio chiamarti non-Fede!) nella tua lettera tu aggiungi che tua moglie è un’ accanita lettrice di Famiglia Cristiana e speri che noi ti diamo ragione, povero! A parte la manovra che tu candidamente ammetti, ti confidiamo che abbiamo riletto più volte la tua lettera, perché ci è molto difficile credere alla tua “buona fede”. Tentiamo allora di dare una risposta in due tappe. La prima: andare a prostitute non è affatto una cosa innocua, una sorta di prestazione legittimamente pagata, come il tuo cervello “maschile” vorrebbe farti credere. È un rendersi orrendamente complici! Complici di che cosa? Di tutte le sofferenze tremende che questa “prestazione” costa a quelle povere infelici! Pagando la prestazione, tu ti allei allo schiavista, al predatore, al ladro che, per metterle sulla strada, le ha brutalizzate e ora continua a rapinarle esigendo soldi da loro. Tu, proprio tu, sei suo complice. E non dire che, in fondo, loro se la godono, perché questo è il “teatrino” che sono costrette a fare, per trasformare il cliente in consumatore soddisfatto. Non ci sono scuse, Fede. Se tutti i frequentatori di prostitute scomparissero, scomparirebbe una delle più grandi ingiustizie di questo mondo!
La seconda risposta contiene una domanda: come ti stai trattando, Fede? In modo un po’ ... meccanico; è come se tu ti pensassi come una botte da riempire: se vino non ce ne mette tua moglie o ce ne mette troppo poco, allora tu sei in diritto di cercare altrove. Ed ecco spiegata la frase misteriosa: «Vado a prostitute per non tradire mia moglie!». Ma come ti tratti, giovane uomo? Non vedi che non hai alcuna stima di te stesso? Sei solo una botte da riempire? Un’ altra sarebbe invece la strada da percorrere: chiederti come mai tua moglie è così “tiepida” con te: forse non sono solo “affari suoi” e tu non puoi farci niente, come ti vai raccontando! Forse c’ entri anche tu. E allora sarebbe meglio che ambedue vi faceste aiutare, magari da un sessuologo. Buona fortuna!

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