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Educazione, tutti i bambini devono avere le stesse opportunità

È legge il sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni: il Lazio è la prima regione a legiferare in materia, si cambia dopo 40 anni dall’ ultima normativa


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L’ emergenza Covid, con  l’ acuirsi della precarietà lavorativa e delle difficoltà economiche di molte famiglie, ha reso ancora più necessario un sistema educativo che annulli le disparità sociali, e garantisca ai bambini pari opportunità e servizi. È in questa direzione che la nuova legge regionale del Lazio per il sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni
Dopo 40 anni dall’ ultima legge in materia, la Regione Lazio è la prima in Italia ad attuare il Decreto Legislativo 65/2017 che innova e rivoluziona i servizi educativi 0-6 anni. La legge regionale, che vede come prima firmataria la Presidente della IX Commissione consiliare Eleonora Mattia, mira a contrastare i fenomeni della dispersione scolastica e della povertà educativa, garantendo pari condizioni di accesso e partecipazione ai servizi educativi per le bambine e bambini, senza distinzione alcuna di genere, sesso, etnia, età, disabilità e orientamento religioso delle famiglie, garantendo pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco. 
«Nella legge che abbiamo appena approvato in Consiglio regionale la scorsa settimana », afferma Eleonora Mattia, Consigliera PD Regione Lazio e Presidente Commissione Lavoro, Pari opportunità, Istruzione, Formazione e Politiche giovanili «si è voluto mettere nero su bianco che l’ obiettivo è rendere gratuiti i servizi educativi per l’ infanzia, anzitutto come risposta ad un diritto universale per tutte le bambine e i bambini; in secondo luogo quale leva per la piena partecipazione delle donne alla vita lavorativa e sociale, perché riteniamo inaccettabile ogni arretramento che pure sotto questo profilo l’ emergenza covid ha esasperato.
Oltre alle nuove norme per asilo nido, micro-nido e sezione primavera, si aggiungono i servizi educativi sperimentali in natura, come l’ asilo nel bosco o l’ agrinido, e nei luoghi di lavoro. Vengono inoltre regolamentati una serie di servizi integrativi quali lo spazio gioco, il nido domestico, il centro per bambini e famiglie.
Il tutto con un’ importante copertura finanziaria pari a 10,5 milioni per il 2020, 17 milioni per il 2021 e 21 milioni per il 2022, oltre i trasferimenti statali. È il più grande investimento educativo realizzato da decenni nella Regione Lazio e sul nostro patrimonio più grande che sono appunto le bambine e i bambini. Tra gli obiettivi, rendere gratuiti i nidi per tutti, far emergere il sommerso e arrivare su tutto il territorio, anche nei Comuni delle aree interne, al target europeo del 33%.
«Una legge contro le disuguaglianze che rappresenta uno strumento essenziale e irrinunciabile del fare comunità, tenendo insieme bambini, ragazzi, famiglie e istituzioni. La legge sullo 0-6 è un vero traguardo che il Lazio raggiunge per una migliore crescita delle nostre bambine e bambini e per l’ evoluzione della nostra società, grazie alla proficua collaborazione con le sigle sindacali e tutte le parti sociali nonché alla costante attenzione rivolta a questo delicato quanto prioritario settore»,   conclude Eleonora Mattia. 
 

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