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Negli USA oltre 40.000 morti e Trump scende nei sondaggi

Cala il consenso attorno al presidente nel pieno della pandemia da coronavirus. In un mese oltre 22 milioni di americani hanno perso il lavoro. Intanto, in vista del voto di novembre, Trump inizia a corteggiare l'elettorato cattolico.


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Brutte notizie per Donald Trump. Nel pieno della pandemia da coronavirus e a poco più di sei mesi dalle elezioni presidenziali in cui punta alla rielezione, il presidente americano scende nei sondaggi. Secondo il più recente sondaggio della CNN (il network televisivo detestato da Trump), l’ operato del presidente è approvato dal 44 per cento degli americani, mentre il 52 per cento lo disapprova. Per Trump si tratta di un calo di 6 punti rispetto al sondaggio precedente, realizzato a fine marzo. Justin Mc Carthy, della società di sondaggi Gallup, commenta: “Un declino di sei punti in percentuale  nel giudizio sulla sua presidenza rappresenta il calo più brusco per Trump, che finora nei sondaggi era sempre stato abbastanza stabile”.

A che cosa si deve il segnale d’ allarme per la Casa Bianca? Pesano soprattutto due fattori:  la gestione dell’ emergenza pandemia e le ripercussioni sull’ economia, quindi sulla vita delle famiglie americane. Lo stato d’ animo degli americani in questo momento è molto cupo. Non potrebbe essere altrimenti con oltre 40.000 molti per il virus e 22 milioni di americani che si sono trovati senza un lavoro nel giro di un mese. Le ripercussioni della pandemia sull’ occupazione vengono descritte come gli effetti di un uragano. Nella sola ultima settimana di marzo gli americani che hanno richiesto i sussidi di disoccupazione sono stati 6 milioni e 650 mila.

Secondo un altro sondaggio del Pew Research Center del 16 aprile, il 73 per cento degli statunitensi è convinto che il peggio debba ancora arrivare. Inoltre il 65 per cento degli intervistati ritiene che Trump sia stato “troppo lento” nella sua risposta alla crisi innescata dalla pandemia di COVID-19. Questo giudizio negativo, però, è temperato da un giudizio più positivo sul comportamento attuale di Trump.

A fine marzo Trump è riuscito a far approvare dal Congresso un  pacchetto di aiuti da 2.200 miliardi di dollari (il più grande nella storia americana) per aiutare individui e aziende a far fronte alla crisi economica causata dall'epidemia di coronavirus e fornire agli ospedali le forniture mediche di cui hanno urgente bisogno. Il pacchetto prevede tra le altre cose l'invio di un assegno da 1.200 dollari a ciascun cittadino americano con reddito fino a 75.000 dollari, cui si aggiungono 500 dollari per ciascun figlio a carico a prestiti a garanzia statale per oltre 350 miliardi di dollari a favore delle piccole imprese.

È prematuro dire se e come la discesa di Trump nei sondaggi potrà costargli la rielezione nella sfida di novembre contro Joe Biden, ormai l’ unico candido del partito democratico rimasto in lizza dopo le primarie e i ritiro di Bernie Sanders. Al momento un sondaggio realizzato in Florida, uno stato di solito determinante nelle elezioni presidenziali, vede un testa a testa fra i due sfidanti, con un leggero vantaggio di Biden.

La pandemia dilagante, i tanti morti a New York e nelle case di riposo per anziani, hanno messo un po’ in sordina la campagna elettorale. Ma Trump si sta organizzando anche per conquistare il voto dei cattolici, che potrebbe essere determinante a novembre (Biden, l’ ex vicepresidente di Barack Obama, è un cattolico). Come ha scritto Crux all’ inizio di aprile, è stata creata la coalizione “Catholics for Trump” (Cattolici per Trump). Turno tenterà di sedurre l’ elettorato cattolico puntando su due argomenti: la sua opposizione all’ aborto  e la sua difesa della libertà religiosa. Ma non è detto che gli potrà bastare.

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