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Il vescovo ubbidisce a Roma, accordo tra diocesi e fondazione

Dopo oltre tre anni di contrapposizioni, raggiunta un'intesa con la mediazione della Congregazione per il clero. Monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, revoca i decreti interdittivi che bloccavano l'afflusso dei fedeli che si spingevano a Paravati (Vibo Valentia) mossi dalla forte spiritualità della mistica calabrese. La soddisfazione delle parti. E quella dei devoti. Si va verso la consacrazione della nuova chiesa


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Dopo oltre tre anni si chiude con un accordo tra le parti la controversia tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati (Vibo Valentia) su come pensare, vivere e rappresentare negli statuti ufficiali il rappoorto tra l'istituzione ecclesiastica e chi rappresenta i devoti di Natuzza Evolo. L'intesa è stata raggiunta anche grazie alla mediazione della Congregazione per il Clero, e del suo prefettto, il cardinale Beniamino Stella. 

La fine delle controversie consente di aprire finalmente le porte della chiesa di Paravati ai numerosi fedeli devoti della spiritualità di Natuzza Evolo, e in particolare dei Cenacoli di preghiera.  In particolare, una nota della diocesi ha reso noto che il vescovo, coin un decreto del 27 luglio, ha stabilito di ritirare formalmente i suoi precedenti provvedimenti in merito al decreto di divieto di culto e religione e ciò ha posto automaticamente fine ai ricorsi gerarchici in atto alla Santa Sede. Quindi, con documento ufficiale monsignor Luigi Renzo ha provveduto a ripristinare il decreto di religione e di culto all’ Ente morale, sorto anni fa per la realizzazione della Villa della Gioia. Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’ Ente morale Pasquale Anastasi, nel corso di un’ assemblea dei soci, 

Ora si guarda avanti. Alla cura delle anime di chi - da ogni parte del mondo - raggiunge Paravati. E al cammino che dovrebbe portare Natuzza Evolo alla gloria degli altari. Come il vescovo ha scritto nell'editto di apertura della causa di beatificazione, datato 20 febbraio 2019, «la fama di santità della serva di Dio, mamma esemplare di cinque figli è viva tra i fedeli di questa diocesi e aumenta sempre più. Le sue virtù, che tutti ammirano, il suo sconfinato amore per il Cuore di Gesù e per il Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime, oltre che per i poveri e i bisognosi, l’ accettazione della sofferenza eroica sul modello del crocifisso, la sua fede incrollabile ed il profondo senso di obbedienza alla Chiesa, ne sono la chiara testimonianza». U esempio, quello di "mamma Natuzza", ancor oggi attuale. E valido per tutti. 

 

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