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Fede, natura e ruspe: un grido d'allarme per l'oasi di Santa Severa

Una lettera al Papa per salvare la chiesa e il convento dell’ Immacolata, nel comune di Santa Marinella (Roma). Si sta per demolire il complesso sacro, venduto a privati, e distruggere il parco naturale che lo attornia per fare largo a villette residenziali. Un comitato lotta per impedirlo. Dopo quest'articolo comparso su Maria con te, una capillare mobilitazione popolare e la richiesta di cambiare il Piano regolatore.


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«Santità, siamo tutti in un profondo stato di angoscia per quello che sembra un destino già segnato per il convento e la chiesa dell’ Immacolata a Santa Severa». Papa Francesco probabilmente attraverso i media era già da tempo a conoscenza dei fatti, ovvero della demolizione, a breve, a Santa Marinella (Roma) del convento dell’ Immacolata e della distruzione del parco naturale intorno, di circa 10mila metri quadrati, per fare largo in quell’ area a delle villette residenziali.

«Ma da qualche giorno, attraverso questa missiva, Bergoglio ha potuto conoscere anche il dolore dei tanti cittadini, devoti a Maria, che non vogliono rinunciare a quel luogo di preghiera. Alessandro Scotto, un ragazzo impegnato nel sociale, ha firmato la lettera indirizzata a papa Francesco, ma il suo non è l’ unico cuore a parlare. I fedeli della località di Santa Severa, nel comune di Santa Marinella alle porte di Civitavecchia, non si sono risparmiati per la difesa del sito mariano. Il loro dispiacere insorge, ci spiegano, per una ferita al loro senso religioso, che abbraccia anche la natura. «Per la dissacrazione di quella chiesa e della terra che oggi ci serve necessariamente nella sua forma naturale per cercare un nuovo equilibrio con il creato e iniziare così, come ci sta insegnando papa Francesco nella sua Laudato si’ , un nuovo inizio e una nuova storia», dice Massimiliano Baldacci, che parla a nome del comitato per la salvaguardia del convento dell’ Immacolata e del parco naturale di Santa Severa. Come sottolinea Scotto nella missiva spedita al Vaticano, si sono mossi
numerosi gruppi e associazioni «per sensibilizzare i responsabili di questo scempio alla riflessione, ma ci sembra che tutto quello che è stato fatto finora, ossia petizioni, richieste di supporto da parte delle amministrazioni locali, manifestazioni virtuali sul web, stiano precipitando nel silenzio senza che nessuno abbia mosso nemmeno una parete per un giusto confronto».

La situazione purtroppo non è delle più semplici; il convento, infatti, è stato venduto dai Francescani ai privati, ma «la fede non è una merce», continua Baldacci, «affidarci alla Vergine Immacolata è per noi cittadini di Santa Severa un dono prezioso che accompagna quotidianamente il nostro cammino in questa meravigliosa cittadina». I fedeli residenti hanno anche presentato un esposto alle Forze dell’ ordine per cercare di impedire l’ abbattimento del convento, previsto in tempi rapidi. L’ obiettivo è quello di difendere l’ integrità fisica che accompagna quella spirituale, avendo come guida le parole pronunciate da papa Francesco nell’ ottobre 2020: «La preghiera può iniziare nella penombra di una navata, ma poi termina la sua corsa per le strade della città. Le porte delle chiese non sono barriere, ma membrane permeabili, disponibili a raccogliere il grido di tutti». «Qui, però, vogliono negarci le porte e la navata», spiega Massimiliano a nome del comitato che continua a riunirsi all’ aperto, in strada, per il rispetto delle norme anti-Covid. «La nostra comunità è fortemente legata a quel complesso», continua Baldacci.

 

«Era il marzo 1987 quando nel convento dimorò papa Giovanni Paolo II, oggi santo, che naturalmente si fermò a pregare nella chiesa dedicata alla Vergine Immacolata, davanti alla statua che noi tutti amiamo. E non è tutto, perché nella nostra chiesa sono custodite anche alcune reliquie proprio di san Giovanni Paolo II. Essa inoltre è nota nel comprensorio di Santa Marinella come la “chiesa dei due presidenti”, perché qui sia Carlo Azeglio Ciampi sia Oscar Luigi Scalfaro (durante i periodi di relax) venivano a partecipare alla Messa mattutina».

Un danno religioso, culturale e anche ecologico, tre aspetti collegati. «Quel complesso vanta una piccola macchia mediterranea, una pineta dagli alberi secolari che sono di fatto un piccolo ristoro, un polmone verde della città aperto a tutti e che presto rischiamo di perdere. In quel luogo ci si commuove. Si avverte forte la presenza del Signore, lì non ci sente soli, ci si sente amati e poi ci sono tutti i ricordi di chi ha davvero vissuto quel luogo, chi si è sposato lì e poi ci ha battezzato pure i nipoti». Sì, perché il complesso conventuale fu edificato circa 70 anni fa e le nuove generazioni, che si sono incontrate anche su una pagina Facebook dal titolo Salvaguardia chiesa convento dell’ Immacolata - Santa Severa RM”, non hanno intenzione di rinunciare a quell’ oasi così ricca di amore e devozione per la Vergine Immacolata. E allora mentre in queste ultime settimane gli arredi sacri e persino i mosaici, come quello della Madonna di Pompei, sono stati smontati e i frati minori conventuali – insieme con don Stefano Fumagalli della parrocchia Sant’ Angela Merici in Santa Severa – lo scorso 23 maggio hanno celebrato l’ ultima Santa Messa di ringraziamento prima di ritornare nel loro paese di origine ovvero la Polonia, ci si continua ad appellare a papa Francesco.

«Abbattere una chiesa e un convento storici, anche per la zona e il verde che la circonda, ritengo sia uno schiaffo alla dignità di noi credenti e un affronto a chi ancora crede nella giustizia sociale», scrive nella missiva Alessandro Scotto. «Le chiedo, a nome mio personale e di quanti rappresento, di aiutarci nella causa, affinché le ruspe si fermino e possa vincere per una volta la parte spirituale, sempre ormai più povera, che vive in noi esseri umani». Anche Francesca Antonelli, attrice di successo residente a Santa Marinella,  è intervenuta sulla vicenda ai microfoni di Canale 10, una Tv locale: «Lo considero un sacrilegio. Un grande dolore sul piano della fede, uno scempio sul piano paesaggistico e culturale. Non resta che affidare tutto al Signore, perché quest’ incubo sia scongiurato». Non a caso, tra le iniziative in corso, il Rosario sul posto e in streaming promosso per chiedere l’ intercessione dell’ Immacolata e ottenere la grazia che la sua oasi di Santa Marinella rimanga così com’ è, preservata dagli appetiti delle speculazioni edilizie.

Dopo quest'articolo comparso su Maria con te, sono state registrate una capillare mobilitazione popolare e la richiesta di cambiare il Piano regolatore.

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