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I tuoi anni Sessanta, i miei Novanta

Adolescenze a confronto: quella di Carla Vangelista con quella di Silvio Muccino. I giovani, la famiglia, i valori e... tutto il resto in Rivoluzione n°9.


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Un tributo all’ adolescenza perché chi l’ ha vissuta possa ritrovarsi e chi la sta vivendo trovare solidarietà. Rivoluzione n°9 è stato scritto a quattro mani dalla premiata ditta Vangelista-Muccino, la strana coppia di scrittori che ci regala un altro interessante lavoro dopo Parlami d’ Amore, divenuto prima un best seller e poi un film.

     Prima di conoscersi non avevano mai pensatodi scrivere un libro. Carla era un’ affermata sceneggiatrice-dialoghista e Silvio un giovanissim attore-regista di successo. Galeotta fu la sceneggiatura di un film che avrebbero dovuto scrivere insieme e mai prodotto. Lo racconta Carla mentre prepara le valigie. L’ aspetta un lungo periodo lontano da casa per la promozione del libro. Ci sarà, naturalmente, anche Silvio. A Carla piace scrivere non parlare, anche se ha una voce dolce, calma, rassicurante. Silvio ha trovato in lei una sorella maggiore con cui confrontarsi. Confrontarsi su due epoche diverse. L’ adolescenza vissuta negli anni ’ 60 e negli anni ’ 90. Così sono nati i personaggi di Sofia, una 14enne nel 1964, e di Matteo, teenager alla fine degli anni ’ 90 accomunati dalle trasformazioni e dai turbamenti dell’ età più contradditoria.

- E' il senso di inadeguatezza che accomuna gli adolescenti di tutte le epoche?

Carla: "Credo di sì o perlomeno è quello che vedo intorno a me e che ricordo. L’ adolescente viene travolto da un grande cambiamento e non solo fisico. Hai ancora i giocattoli nella tua stanza ma d’ improvviso vieni messo di fronte alle tue responsabilità. Tutti ti chiedono cosa farai da grande, ti chiedono di costruirti il tuo futuro e così vieni assalito da mille incertezze".

Silvio
: "Sono d’ accordo con Carla. Aggiungo che di fronte al cambiamento che ti impone l’ adolescenza ci si sente impreparati".

- Perché Rivoluzione n°9?

     "Revolution n° 9 è la canzone dei Beatles ma esiste anche la Nona Sinfonia di Beethoven".

- Anni ’ 60, anni ’ 90. Tutto diverso?

Carla: "I grandi temi, le emozioni non cambiano mai ma c’ è una cosa che è profondamente cambiata: la famiglia. Negli anni ’ 60 la famiglia aveva la effe maiuscola. Le figure di riferimento erano chiare e ben definite. Tutti avevamo timore e rispetto del papà e la mamma era l’ angelo del focolare. Lei c’ era sempre quando avevamo bisogno. Quando facevano le feste, al sabato pomeriggio in casa, lei rimaneva in cucina e preparava i dolci. A volte, c’ era anche molta ipocrisia dietro al “tutto va bene”, ma forse che oggi non ce n’ è? Certo è che i genitori erano i genitori e non fingevano di essere amici dei figli per sentirsi giovani. La famiglia ti deve fornire un contenitore di valori, di forza e di morale cui attingere nel corso della vita".

Silvio:
"La famiglia di oggi è molto più disordinata. Mamme che fanno le amiche, papà che vogliono essere considerati fratelli, figli che si devono prendere cura dei genitori, nonni che vanno in palestra e non hanno tempo per i nipoti. Forse ho un po’ esagerato ma credo di essermi fatto capire. Invece, la famiglia deve essere la palestra che ti insegna ad affrontare il mondo".

- Carla, cosa ruberesti dell’ adolescenza di Silvio e viceversa?

Carla: "Chi da adolescente non ha sognato di essere una star del cinema? È il sogno di tutte le ragazze perché a quell’ età ti innamori sempre di chi non ti degna neanche di uno sguardo. Ecco, avrei voluto essere Silvio quando aveva 16 anni ed era già famoso. Avrei voluto vivere questa esperienza, ma solo per un paio di giorni perché dev’ essere tremendo sostenere il ruolo del vip così giovani".

Silvio:
"Avrei voluto vivere gli anni ’ 60 per la musica che si ascoltava e perché, secondo me, tutto era come un enorme foglio bianco dove si poteva colorare la propria vita come si voleva, dove chi voleva aveva la possibilità di diventare qualcuno. Avrei portato via a Carla quell’ entusiasmo tipico dei giovani di allora. La mia generazione, invece, è disillusa ed è stata sopraffatta dal concetto dell’ adattarsi. Vedo i giovani d’ oggi rassegnati. Gli adolescenti sono implosi".

- C’ è qualcosa che ricordate particolarmente della vostra adolescenza?

Carla: "La grandissima sensazione di solitudine ed emarginazione che provavo. Ero una ragazzina molto responsabile che doveva andare bene a scuola ed essere praticamente perfetta in tutto. Queste pressioni mi schiacciavano e mi facevano sentire diversa".

Silvio
: "In realtà ho un ricordo “schizzato” della mia adolescenza. Avevo due immagini. Quellapubblica di 16enne di successo che doveva sempre essere all’ altezza delle aspettative di tutti e quella privata in cui emergevano tutte le fragilità di una ragazzo che, forse, doveva pagare un prezzo troppo alto per quello che era diventato. Potrei paragonare quel periodo a delle montagne russe. Alternavo momenti di grande entusiasmo a momenti di grande tristezza".

- Avete mai detto rimpiango di … ?

Carla: "Sì ed è una cosa che ho confessato solo poco tempo fa. Da ragazzina, come milioni di ragazze intutto il mondo, amavo i Beatles e volevo sposare Paul McCartney. Quando vennero a Roma feci di tutto per procurarmi i biglietti del concerto che avrebbero tenuto nella mia città ma mia madre non mi diede il permesso di andarci. Così, di nascosto, mi organizzai per andarci comunque. Ebbene, non ebbi il coraggio di tradire la fiducia di mia madre e me ne tornai indietro. A tutti, naturalmente, raccontai che fu un concerto indimenticabile".

Silvio: "Avrei voluto farmi bocciare almeno un anno al liceo perchè sono cresciuto dovendo sempre essere all’ altezza di tutte le prove che sostenevo dentro e fuori la scuola. In pratica, mi è sempre stato chiesto di meritarmi la fortuna che avevo ricevuto dalla vita".

- Cosa vorreste lasciare al lettore, dopo la lettura di Rivoluzione n°9?

Carla: "Io non posso insegnare niente ma vorrei che arrivasse a tutti i ragazzi il concetto di speranza, di non avere paura dei cambiamenti, di avere un ottimo rapporto con sè stessi. Vorrei che imparassero a dire di no ai ricatti emotivi. Meglio dire di no e sognare il grande amore che vendersi".

Silvio: "Vorrei che i ragazzi capissero che si può anche sbagliare per imparare. Vorrei che si riflettesse sul fatto che nella vita bisogna cercare sempre la cosa migliore senza mai lasciarsi andare.Solo così si può diventare uomini migliori. E come scrive Roberto Vecchioni nell’ introduzione di Rivoluzione N° 9 la vera rivoluzione non è ,come sembrerebbe, perdersi dietro a falsi miti, illusioni ma “liberarsi” da tutto ciò!".

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Silvio Muccino
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