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Il profeta di pace che raccolse il testimone di don Tonino Bello

Accadde nel 1994, quando diventò presidente nazionale di Pax Christi, carica che mantenne fino al 2002. Piemontese di Langa, uomo di preghiera e d'azione, fu vescovo di Porto Santa Rufina (Roma) prima, e di Saluzzo (Cuneo), poi.


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Piemontese di Langa per nascita, romano per storia personale, uomo di Dio e profeta di pace per vocazione, monsignor Diego Natale Bona è stato uno di quei vescovi non attaccati agli orpelli del ministero: per tutti era don Diego, semplice fuori perché autentico dentro. Era nato l’ 11 dicembre 1926 a Castiglione Tinella, comune della Langa cuneese, nella diocesi di Alba. Ordinato sacerdote nel 1950, si trasferì ben presto a Roma, dove rimase per circa quarant’ anni. Fu l’ allora Pontefice Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, il 9 novembre del 1985, ad eleggerlo vescovo alla sede suburbicaria – così si definiscono le sette diocesi del Lazio che "abbracciano" Roma – di Porto Santa Rufina. L’ 11 gennaio 1986 fu consacrato dal cardinale Ugo Poletti. Il 17 gennaio 1994 venne eletto alla Diocesi di Saluzzo, dove fece l’ ingresso il 19 marzo. Al compimento del 75° anno di età rassegnó le dimissioni e, dopo la nomina del suo successore monsignor Giuseppe Guerrini, si trasferì nuovamente a Roma. Monsignor Diego Natale Bona è morto nelle prime ore di sabato 29 aprile, proprio nella capitale, dove martedì 2 maggio si sono svolte le esequie: il ritorno a Saluzzo, dov'è prevista la sua sepoltura, è programmato per mercoledì 3 maggio.

A livello nazionale, monsignor Bona ha avuto l'onore e l'onere di raccogliere l'eredità di don Tonino Bello, il suo confratello vescovo di Molfetta, a cui dal 1994 al 2002 è subentrato come presidente nazionale di Pax Christi. Si è trovato a gestire successi (come la mobilitazione contro le mine antipersona, culminata nel bando Onu, del 1997 o come la vittoria della Campagna per la Corte penale internazionale, del 1998), e momenti tragici, come l'attacco alle Torri Gemelle, del 9 settembre 2001 e l'inizio di Enduring Freedom, con l'attacco americano in Afghanistan. Tra le tante iniziative, a livello diocesano, Saluzzo ricorda i rapporti intensi con la Comunità Cenacolo di suor Elvira e con i monaci cistercensi che hanno dato vita al Monastero Dominus Tecum, sopra Bagnolo Piemonte, nella Valle dell'Infernotto, a Pra 'd Mill.

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