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Roma, l'Istituto Spallanzani inizia la somministrazione dei monoclonali

La terapia ferma il decorso della malattia ed evita la terapia intensiva. Nel decreto Ristori altre risorse per curare gli italiani prima che si aggravino


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Sedici postazioni e una speranza: quella di evitare ricoveri e decorso grave della malattia. Dal 23 marzo allo Spallanzani è partita la somministrazione degli anticorpi monoclonali. Il farmaco, che blocca la progressione della malattia se somministrato nei primi giorni del contagio, è in distribuzione in tutte le regioni italiane. Al momento 150 mila dosi che dovrebbero moltiplicarsi nelle prossime settimane grazie al decreto Sostegni che ha stanziato 700 milioni di euro per l’ acquisto di farmaci anti-covid. Di questi 400 milioni andranno per gli anticorpi monoclonali con l’ obiettivo di «estendere la platea» e arrivare a somministrarli a «mille o duemila pazienti al giorno per ridurre contagi e ricoveri».

L’ Istituto nazionale malattie infettive- Sapllanzani ha già predisposto le 16 postazioni e sta cominciando a trattare persone positive inviate dai medici di base o intercettate ai pronto soccorsi. «Sono fondamentali due requisiti: che siano nelle prime due o tre giornate della malattia e che presentino comorbilità, ovvero patologie o situazioni personali che fanno prevedere una evoluzione grave della malattia», ha spiegato il direttore sanitario dell’ Inmi Francesco Vaia (nella foto di copertina). Il paziente non viene ricoverato ma, dopo l’ infusione endovenosa resterà in osservazione per un’ ora prima di essere rimandato a casa. «L’ obiettivo», dice ancora Vaia, «è evitare effetti gravi e quindi il ricovero alleggerendo così anche la pressione sugli ospedali».

Arturo Cavaliere, presidente nazionale della Società italiana di farmacia ospedaliera e dei Servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sigo) ha commentando l’ arrivo di questi prodotti nelle farmacie ospedaliere sottolineando che «gli anticorpi monoclonali (mab) sono una nuova importante arma farmacologica del Ssn nella lotta contro il  virus. È uno strumento in più che si affianca alle norme di prevenzione e ai vaccini per fronteggiare l’ emergenza Covid 19 che dal febbraio 2020 sta mettendo
il nostro Paese e tutto il mondo in una situazione di incertezza sociale e di pressione sanitaria senza precedenti».

Intanto mentre il Lazio fa da apripista con l’ importante supporto dello Spallanzani, sono in via di definizione e diffusione a livello regionale i protocolli di somministrazione e monitoraggio dei mab. A oggi sono stati autorizzati temporaneamente dal ministro della Salute Roberto Speranza i farmaci casirivimab/imdevimab (Regeneron-Roche), bamlanivimab (Eli Lilly),  bamlanivimab/etesevimab (Eli Lilly),  tutti basati su anticorpi monoclonali neutralizzanti diretti contro la proteina Spike di SARS-CoV-2.

Tra le regioni che si stanno muovendo più in fretta la Liguria di Toti e la Puglia di Emiliano. Nella prima il professor Matteo Bassetti ha salutato con esultanza l'arrivo dei monoclonali e prevede di somministrarne almeno cinque al giorno nei pazienti più a rischio. In Puglia, invece, dove era già stata usata nei mesi scorsi, la terapia sarà usata su larga scala.  Punto di riferimento è la farmacia ospedaliera dell'Ospedale Di Venere di Bari che stoccherà i monoclonali e li distribuirà in tutta la regione ai presidi autorizzati. 

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