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«Mio marito, contento perché il figlio fuma erba e "socializza"...»

Un ragazzo timido e isolato ha trovato un gruppo di amici al liceo "grazie" al fumo. La mamma è preoccupata. Il papà no....


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Il nostro unico figlio, tanto atteso e desiderato, ha sempre avuto difficoltà a socializzare alle elementari e alle medie. Da quando però frequenta la prima ragioneria è finalmente cambiato: come gli altri suoi compagni fuma, si è messo un orecchino e ci ha detto che un po’ d’ erba gli fa bene ed è per questo che adesso ha tanti amici. Mio marito è contento di questa svolta, ma io mi chiedo: ci dobbiamo preoccupare?

GIUSEPPINA E SALVO

— Carissimi, vorremmo rispondervi su tre piani; il primo è l’ oggettività del cambiamento nella socializzazione di vostro figlio: fate bene a tirare un sospiro di sollievo! All’ alba dei suoi 14 anni pare avere capito che gli è concesso essere “come” gli altri, che può scendere dal suo isolamento, in cui probabilmente si raccontava di essere inadeguato e insieme “superiore” agli altri. Il secondo piano è la sua lettura delle cause del cambiamento che vi fa molto felici: fumare sigarette, un orecchino, un po’ d’ erba. Anzi, lui dice che «gli fa bene», lo disinibisce, lo rilassa, lo aiuta a mimetizzarsi con i suoi nuovi “amici” (ma si tratta di compagni da imitare, con cui identificarsi, non certo con cui confrontarsi, il che sarebbe un atteggiamento molto più adulto). Ma è sul terzo piano che nasce il problema della vostra relazione di genitori. Il padre pare dire: ciò che conta è il risultato; questo figlio da isolato nella sua cameretta è ora ricco di amici, ben venga. Forse, la spiegazione del figlio che l’ erba “fabbrica amici” è entrata nella mente del padre, il quale pensa: «Non andiamo tanto per il sottile: adesso ha amici, ed è contento e tanto basta». La madre, invece, non sa se essere preoccupata: non vuole dubitare della metamorfosi del figlio, ma non sa bene come interpretarla, se incollarsi alla spiegazione di linea maschile (figlio e padre) che suona: «Un po’ d’ erba fa bene» o se mettere in discussione la funzione salvifica dell’ erba. C’ è da preoccuparsi? Sì, e molto! Ciò che veramente preoccupa è l’ attribuzione del ruolo di “salvezza” al “fumo”. Il “po’ d’ erba” può aver consentito al figlio di sentirsi più uguale a quelli che sentiva distanti ma può anche confondergli le idee: dipendere dall’ erba, pensare che quelli che fumano con lui siano amici. Meglio dirgli: «Siamo felici del tuo cambiamento, ma di sicuro tu sei più forte dell’ erba! E più autonomo!».

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