Immagine pezzo principale

Minori in Italia: meno sport, poco moto, niente frutta

Save the Children presenta il rapporto "Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi": in aumento sedentarietà e cattive abitudini alimentari, che compromettono il benessere del minore


Pubblicità

Un quarto dei minori italiani non svolge attività sportiva o non fa moto per niente, sempre più spesso a causa anche delle difficoltà economiche dei genitori. Il 73 per cento trascorre infatti il tempo libero in casa ed è in flessione il consumo quotidiano di frutta e verdura.

Sono solo alcuni dei dati emersi dal rapporto "Stili di vita dei bambini e dei ragazzi", presentato il 15 gennaio a Roma e realizzato da Ipsos per Save the Children. A destare attenzione e preoccupazione, quindi, è la crescente inattività dei bambini e degli adolescenti italiani, che può incidere negativamente sul benessere complessivo del minore, come affermato dal direttore generale di Save the Children Italia Valerio Neri: "Bambini più sedentari, disabituati all'incontro e confronto con i pari, che passano molto tempo a casa, rischiano più di altri non solo di sviluppare patologie ma anche di essere più tristi, soli e depressi".

Quasi un terzo dei genitori intervistati ha indicato il costo eccessivo delle strutture sportive come causa principale dell'inattività del figlio, registrando un aumento del 12 per cento rispetto al 2012. A conferma di ciò e dell'impatto sulle famiglie della crisi economica, il 44 per cento dei genitori (contro il 37 del 2012) ha rinunciato a svolgere sport. Ma c'è dell'altro.

La scarsa propensione al moto dei minori italiani ha anche altre radici: il 39 per cento dei ragazzi (7 per cento in più rispetto al 2012) ritiene l'attività fisica di scarsa rilevanza, anche a causa del ruolo insufficiente della scuola nella promozione degli sport e dell'assenza di spazi attrezzati. E se a questo dato si aggiunge il largo ricorso all'automobile, anche per percorsi brevi come andare a scuola (6 bambini su 10 delle scuole primarie sono accompagnati in macchina), si comincia a delineare un quadro dalle tinte poco rassicuranti.

La fruizione dei media, ovviamente, ha un peso notevole nello stile di vita di bambini e adolescenti italiani, a partire dal tempo trascorso davanti alla Tv: per quasi la metà (47 per cento) di minori che la guardano, si tratta di un momento quotodiano compreso tra 1 e 3 ore. Stesso dicasi per i videogame: vi giocano l'85 per cento degli intervistati e di questi il 57 per cento lo fa per un minimo di una e un massimo di 3 ore ogni giorno. L'uso di Internet, infine, è fortemente legato all'età: la totalità degli over 14 lo utilizza e il 30 per cento di loro lo fa anche più di 3 ore al giorno.

"La pratica sportiva e motoria dovrebbe essere una parte fondamentale nel processo di crescita di ogni bambino e adolescente", dichiara Valerio Neri. "Al contrario, i dati rilevano un numero crescente di minori esclusi da attività così importanti non solo per lo sviluppo fisico, ma anche cognitivo e relazionale, in una parola per il benessere generale di un bambino o di un ragazzo".

Il rapporto inoltre mette in luce che, anche per quanto riguarda le abitudini alimentari, vanno consolidandosi tendenze poco sane. Risulta in flessione il numero di minori che mangia frutta e verdura una volta al giorno (sono il 35%, nel 2012 erano il 39%), mentre cresce notevolmente il numero di chi non la assume affatto: dal 24 per cento del 2012 si arriva al 31 per cento. Un quarto dei ragazzi, inoltre, non consuma regolarmente la prima colazione e il fuoripasto è consuetudine per il 70 per cento degli intervistati. Per quanto concerne infine l'obesità minorile, solo un genitore su 10 ammette il sovrappeso del figlio, e per l'80 per cento delle famiglie i propri figli sono del tutto nella norma.

Non a caso, il rapporto è stato presentato in coincidenza con il 3° anniversario del progetto "Pronti, Partenza, Via!", un'iniziativa per la pratica motoria e l'educazione alimentare di bambini e adolescenti realizzata da Save the Children e Mondelez International Foundation in partnership con CSI - Centro sportivo italiano e UISP - Unione italiana sport per tutti.

Il progetto, che proseguirà per tutto il 2014, è stato avviato in zone periferiche e disagiate di 10 città italiane e ha già coinvolto 70 mila bambini e genitori, con l'ausilio di 1.400 professionisti tra operatori, insegnanti e pediatri. "L'intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi e spazi verdi", ha spiegato Raffaela Milano direttore programmi Italia-Europa di Save the Children. "L'obiettivo era farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale".

In questi tre anni, 10 aree pubbliche sportive e verdi sono state perciò riqualificate e utlizzate per attività ricreative ed educative al tempo stesso. Seminari divulgativi su alimentazione e stili di vita salutari all'interno delle scuole e sportelli informativi per le famiglie hanno fatto da corollario al progetto. Attraverso questionari distribuiti ai genitori e agli operatori, si è potuto constatare con soddisfazione che l'attività svolta aveva una ricaduta immediata: nei bambini coinvolti è cresciuta la propensione al moto quotidiano ed è aumentata la consapevolezza delle scelte alimentari.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.savethechildren.it

Immagine articolo
1 minore su 4 in Italia non svolge attività sportiva
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo