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Milano “Adotta un nonno a pranzo”

Il primo gruppo di “pionieri” è stato di 25 anziani che sono andati in otto scuole milanesi a pranzo: a mangiare e chiacchierare con i bambini nel momento del pasto. Ma il Comune di Milano conta di arrivare a regime a coinvolgere 500 pensionati. Perché fa bene a loro, ma anche ai bambini.


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Papa Francesco lo ripete spesso: «L’ incontro tra giovani e anziani è il futuro. Un popolo che non custodisce i suoi anziani, che non si prende cura dei suoi giovani, è un popolo senza futuro, un popolo senza speranza».

Anche il Comune di Milano crede in quest’ alleanza e prova a costruirla sui tavoli della mense scolastiche. Tra piatti di pasta e verdure trifolate, da quest’ anno scolastico in otto scuole cittadine è partita una sperimentazione che durerà per tutto l’ anno. Si chiama “Adotta un nonno a pranzo”: venticinque anziani hanno mangiato gomito a gomito con gli alunni delle classi elementari e hanno poi scambiato qualche chiacchiera prima del ritorno sui banchi del primo pomeriggio.

L’ obiettivo è quello di arrivare a breve a cinquecento pensionati che, a gruppi di due e a giorni alterni, varcheranno la soglia di diciotto refettori milanesi. Fa parte delle iniziative che il Comune di Milano ha messo in cantiere sul tema del cibo in vista dell’ Expo del 2015 dal titolo “Nutrire il pianeta”.

Ovviamente la collaborazione delle maestre è stata fondamentale per il successo: «I bambini», raccontano le insegnanti, «erano molto incuriositi e desiderosi di relazionarsi con gli anziani, che a loro volta si sono divertiti e sentiti valorizzati». Addirittura è nata la richiesta di far rimanere i nonni e le nonne oltre il pranzo, una possibilità a cui si sta lavorando.

Il racconto del papa

I nomi dei nonni sono stati scelti tra i 24 mila ultrasettantenni che vivono soli e sono assistiti dal Comune tramite i custodi sociali. Per chi non può contare su una famiglia tutti i giorni, la solitudine è un grande rischio che facilmente emerge quando si mangia.

Proprio il Papa, in uno dei tanti discorsi sull’ alleanza da costruire tra anziani e giovani, ha parlato del momento del pranzo. Il 19 novembre scorso, nella Messa a Santa Marta, ha raccontato una storia della sua infanzia: «C’ era una famiglia, un papà, una mamma e tanti bambini. E c’ era anche un nonno che viveva con loro. Ma era invecchiato e a tavola, quando mangiava la zuppa, si sporcava tutto: la bocca, il tovagliolo... non faceva una bella figura! Un giorno il papà ha detto che, visto cosa capitava al nonno, dal giorno successivo avrebbe mangiato da solo. E comprò un tavolino, lo mise in cucina; così il nonno mangiava da solo in cucina e la famiglia nella sala da pranzo. Dopo alcuni giorni il papà torna a casa e trova uno dei suoi figli a giocare con il legno. Gli chiese: “Cosa fai?”. “Sto giocando a fare il falegname”, rispose il bambino. “E cosa costruisci?”. “Un tavolino per te papà, per quando diventi vecchio come il nonno”». E così ha concluso il Papa: «Questa storia mi ha fatto tanto bene per tutta la vita. I nonni sono un tesoro».

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