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Messa in latino, ma non contro il Concilio

Pubblicate le regole per la celebrazione con il rito antico. Chi la chiede deve stimare il Concilio e il Papa. Non è apertura ai lefebvriani.


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Chi chiede di poter celebrare la messa in latino,secondo il vecchio rito pre-conciliare, non deve essere contro il Concilio Vaticano II, né contro il Papa. E’ la precisazione più importante contenuta nell’ Istruzione pubblicata dal Vaticano sulle regole da seguire per la celebrazione della messa con il rito antico, che era stata autorizzata dal Papa quasi quattro anni fa. I sacerdoti che la voglio celebrare non hanno bisogno di particolari autorizzazioni, ma devono saperlo fare, conoscere bene il latino e parlarlo altrettanto bene in modo da far capire tutte le parole. Ma anche per i sacerdoti vale la regola dei fedeli. Cioè se sono tradizionalisti contro il Vaticano II e contro il Papa non possono celebrare. 

L’ Istruzione prevede che nelle diocesi dove vi siano “gruppi di fedeli stabili” che chiedono di celebrare secondo il vecchio canone i vescovi devono “adottare le misure necessarie per garantire” la liturgia. Si può celebrare la Messa antica anche in “santuari e luoghi di pellegrinaggio”. Nel caso di pochi fedeli sarà il vescovo ad individuare una chiesa in cui possono riunirsi. L’ Istruzione spiega che si può usare anche per i sacramenti, ma non per l’ ordinazione dei preti. La pubblicazione dell’ Istruzione non ha nulla a che fare con il contenzioso tra la Santa Sede e i lefebvriani. Il Papa ha tolto la scomunica di Giovanni Paolo II, ma non ci sono passi concreti su ciò che la Chiesa chiede, cioè l’ accettazione del Vaticano II. Una commissione bilaterale è stata costituita un anno fa, finora senza risultati. E i lefebvriani hanno pesantemente criticato Benedetto XVI per aver beatificato Giovanni Paolo II.

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Il teologo Joseph Raztinger durante il Concilio Vaticano II
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