Immagine pezzo principale

«Mangia il mio piatto e ti racconto la mia storia di migrante»

Il progetto Gustamundo, un ristorante a Roma in cui il personale è composto da migranti rifiugiati che preparano ricette della loro tradizione e poi raccontano la loro storia di riscatto. Il 10 febbraio ci sarà una serata dedicata alla cucina palestinese per aiutare una donna che ha perso la vista in un bombardamento.


Pubblicità

Assaporare piatti delle cucine di tutto il mondo e al tempo stesso ascoltare le storie di speranza di chi li ha preparati: è quanto accade con Gustamundo, il progetto nato a Roma nel 2017 da un’ idea di Pasquale Compagnone che propone l’ integrazione economica e sociale di rifugiati politici e migranti attraverso la cucina. Nel ristorante situato a Roma a due passi dai Musei Vaticani sono infatti impiegati, come chef e responsabili di sala, uomini e donne che erano già cuochi o ristoratori nei loro Paesi di provenienza.

Dal suo avvio nel 2017 il progetto ha coinvolto circa 60 Chef (di cui circa la metà donne) provenienti da Paesi come Senegal, Mauritania, Mali, Costa d'Avorio, Guinea, ma anche Siria, Afghanistan, Iran, Iraq, collaborando con realtà come numerosi CAS e SPRAR di Roma e dintorni, Humiltas Onuls, Comunità di S. Egidio, Caritas Italiana, IIS Domizia Lucilla (progetto sull’ alternanza scuola – lavoro), Croce rossa italiana.

Ad accogliere i commensali ci sono Nuba, 36 anni del Gambia e Jafar, 21 anni, irachena. Per gli ospiti è possibile scegliere tra due opzioni di menù: vegetariano o con carne. In cucina, i tre Chef Ilyas (Pakistan), Amona (Somalia), Moustafa (Siria) propongono ricette legate alla loro tradizione. Cibi speziati, dolci o piccanti racchiusi in un menù in continuo rinnovamento. La cucina siriana con la sua versione del babaganoush di melanzane e pomodori fritti, il  pakistano chicken karai a base di riso e pollo cucinati con pomodori, zenzero e cipolla, i sapori forti dello zighinì eritreo e dal Gambia, invece, il domodà: un cous cous con zucca, verdure e crema di arachidi. Tra i dolci lo ciupapzi, piatto tipico della comunità rom a base di cocco e cioccolato.

Al momento del dolce, si aggiunge qualche sedia al tavolo e inizia lo scambio di storie, sogni lasciati alle spalle e prospettive future. Il tutto dura un paio d'ore.

Il prossimo 10 febbraio si terrà  una cena solidale incentrata sui sapori della cucina palestinese.
La serata - realizzata anche con l'aiuto della  "Comunità di Sant'Egidio" - avrà come protagonista Rasha, una donna che ha perso la vista per salvare suo figlio durante un bombardamento. Per prenotazioni: info@gustamundo.it

Immagine articolo
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo