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Madonna di Loreto, il testo integrale dell'omelia dell'Ordinario militare


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Omelia dell’ Ordinario Militare

nella Festa della Madonna di Loreto,

patrona dell’ Aeronautica Militare

Basilica Santa Maria Maggiore (Roma),

10 dicembre 2019

Carissimi, celebriamo insieme una Festa che si ripete ogni anno ma che, oggi, ha un sapore di speciale esultanza. È la Festa della Madonna di Loreto, nell’ Anno Giubilare che abbiamo avuto il dono di iniziare due giorni fa, Solennità dell’ Immacolata, con l’ apertura della Porta Santa della Basilica della Santa Casa.

Un Anno che coinvolge tutti gli operatori di volo, nel centenario dal decreto di Benedetto XV che proclamava la Vergine Lauretana loro Patrona. Un anno che voi, militari dell’ aeronautica, avete accolto con speciale entusiasmo, come testimonia anche la presenza numerosa e sentita oggi e alla Celebrazione di apertura a Loreto, segno della devozione filiale con cui, da sempre, vi affidate a Maria. Un anno per il quale, pertanto, la nostra Chiesa dell’ Ordinariato Militare è profondamente grata al Santo Padre per la sua iniziativa, la sua vicinanza e il suo ministero.

Un anno di memoria, grazia, speranza, che richiama altresì alla conversione, all’ adesione più profonda al Signore attraverso Maria, per affrontare il futuro con la forza del passato. È il significato del Giubileo e la Vergine lo canta nel Magnificat (Lc 1, 46-56).

«Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono».

Il Giubileo, anzitutto, offre una chiave di lettura per penetrare il senso del tempo, della storia. La storia è vita di persone concrete; è un susseguirsi di vicende di generazioni, di famiglie, di popoli; vicende gioiose e luttuose, determinate dalla libertà dell’ uomo, ma sulle quali veglia silenziosa la misericordia di Dio, che Maria aiuta ad accogliere.

La protezione della Vergine si incastona nella storia umana. Ed è bello pensare alla storia della protezione chiesta alla Madonna di Loreto dai piloti tornati dalla Grande Guerra. Essi, forse, l’ avevano invocata nella paura, vedendo in Lei una speranza per il ritorno a casa, e poi le furono grati per l’ aiuto; ma, vivendo il dramma sconvolgente della guerra, essi forse avevano capito come solo la misericordia di Dio – lo dice San Giovanni Paolo II ricordando Santa Faustina Kowalska - sia il «limite imposto al male».

Sì, nonostante la storia delle generazioni umane, fin da Caino e Abele, sperimenti odio, violenza, guerre, essa è luogo ove irrompe la misericordia di Dio, accolta da cuori disponibili all’ amore e al perdono; e questo da valore al tempo, gli conferisce «pienezza», dice la seconda Lettura (Gal 4,4-7) «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna… perché ricevessimo l'adozione a figli».

Chiedere la protezione di Maria significa aprirsi a questa «pienezza» che coincide con il mistero della Sua Maternità, grazie alla quale Dio dona al mondo il Figlio; significa aprire il proprio cuore, riconoscendo che tutti siamo “figli nel Figlio”, che tutti sono figli, anche coloro che sentiamo avversari. Avere Maria per Madre significa entrare nelle corde del Suo cuore, nell’ amore di Lei per l’ umanità, e non avere più nemici ma fratelli. La pienezza del tempo che il Giubileo vuole regalarci è perdono e fraternità, una moltiplicazione di fraternità generata dall’ amore della Madre. Perché l’ amore della Madre, di ogni madre, come l’ amore di Dio, è amore che sempre moltiplica.

«L’ anima mia magnifica il Signore».

Maria troverà una parola straordinaria per sintetizzare questa “moltiplicazione”: “magnificare il Signore”, fare grande Dio. Ella sperimenta come la grandezza di Dio sconvolga i piani e i criteri valutativi degli uomini: per Lui, la vera grandezza è la santità.

E la santità è il tema di questo Giubileo; una santità alla quale ci invita con forza Papa Francesco, quasi esortandoci a “volare” con la Vergine di Loreto: «Non avere paura di puntare più in alto, di lasciarti amare e liberare da Dio – scrive il Papa -. Non avere paura di lasciarti guidare dallo Spirito Santo. La santità non ti rende meno umano, perché è l’ incontro della tua debolezza con la forza della grazia» (nota 1).

C’ è una strategia di santità che Maria indica con il Suo «Sì» nel Vangelo e che voi, cari amici, non fate fatica a fare vostra, perché vi appartiene. È la strategia del servizio: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Come non pensare qui al servizio di alta competenza e precisione, dedizione e rischio, portato avanti da uomini e donne dell’ Aeronautica militare in Italia e nel mondo, che ha come destinatari soprattutto i più deboli, poveri, indifesi? Come non dirvi grazie?

Il Giubileo è un tempo per ravvivare e rafforzare l’ adesione bella del «Sì» a Dio, che spesso sconvolge i nostri piani, e per migliorare quella strategia del servizio che in Maria diventa maternità universale.

Il «Sì» detto all’ Annunciazione, che la fa Madre di Cristo, sarà infatti più grande sotto la Croce: lì la Madre di Dio diventerà Madre di tutti, la serva del Signore diventerà serva dell’ umanità. In questo Anno Giubilare ne faremo esperienza ancora più intensa, anche simbolicamente, accogliendo la sua visita, grazie alla Peregrinatio in tutte le Caserme, le Scuole, le Unità dell’ Aeronautica Militare, dell’ Icona della Vergine Lauretana benedetta dal Santo Padre.

«Come aveva promesso ai nostri padri»

La Madre, visitandoci, ci porta le promesse di Dio; e anche se nel nostro tempo tale valore appare piuttosto pallido, la categoria della «promessa» è di grande importanza nella Bibbia: si riferisce a qualcosa che non si vede, ma della cui verità non si può dubitare.

La Santa Casa, custodita a Loreto, è luogo dove Maria, assieme a Giuseppe, ha vissuto della promessa del Signore; un tratto della Sua Maternità ce lo spiega e quasi spiega la peculiarità di questo Giubileo per voi dell’ Aeronautica.

La promessa di Dio, infatti, precede, previene; così la promessa della Madre. Ed è singolare che la scelta di questa Patrona per voi sia, in qualche modo, venuta prima dell’ istituzione dell’ Aeronautica come Corpo autonomo. In un certo senso, è Lei che vi ha scelti, che vi ha prevenuti, assicurandovi, fin dal primo istante della vostra esistenza, la Sua protezione.

«Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele», che significa «Dio con noi», dice Isaia (Isaia 7,10-14). Maria è segno della promessa di Dio, è sacramento dell’ amore del Padre e del Suo essere con noi. Non dimenticatelo, soprattutto nei momenti in cui siete esposti a missioni più rischiose, più lontane o nelle quali potrà sembrare vano il vostro servizio, talora eroico, alla vita e alla pace.

Maria è con noi. Dio è con noi. E questo ci da gioia.

«Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore».

Cari amici, Maria, oggi, vuole trasmetterci la gioia, caratteristica del Giubileo; una gioia da Lei chiamata esultanza, con il verbo greco agalliào che, nel Vangelo di Luca, è utilizzato in relazione ai piccoli: a Giovanni che esulta nel grembo della madre Elisabetta (Lc 1,44); a Gesù che esulta nello spirito quando rende lode al Padre che si rivela ai piccoli (cfr. Lc 10,21).  

Una gioia profonda, più forte della guerra e della morte, che rimane sotto la Croce. È la gioia del donarsi, gioia che la Vergine sperimenta arrivando da Elisabetta per servirla. «La parola “felice” o “beato” diventa sinonimo di “santo”, perché esprime che la persona fedele a Dio e che vive la Sua Parola raggiunge, nel dono di sé, la vera beatitudine» (nota 2), dice ancora papa Francesco.

Il Giubileo che oggi solennemente inizia vi porti in dono questa gioia di Maria: la gioia del dono e del servizio; la gioia di esserci, come voi ci siete, per i piccoli dell’ umanità, per i quali il Dio della vita cambia i criteri valutativi, stronca le guerre, scrive la Sua storia, stendendo sul mondo e sul tempo il manto della misericordia, cuore di tutto il nostro Giubileo. Grazie Aeronautica Militare! Insieme ringraziamo il Signore che vi benedice.  E così sia!  

Monsignor  Santo Marcianò

Nota 1: Francesco, Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate, 34

Nota 2: Francesco, Esortazione Apostolica Gaudete et Exultate, 63

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