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Luna, ancora a caccia dei suoi segreti

Due veicoli spaziali si stanno allontanando dalla Terra per scoprire i misteri lunari. Intanto, nuove foto della Nasa dimostrano che le spedizioni sulla luna ci furono davvero.


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Quarant’ anni dopo le missioni Apollo – l’ ultima ebbe luogo alla fine del 1972 – la Luna continua ad essere al centro dell’ attenzione degli scienziati. Ieri, alle 9,08 (le 15,08 in Italia) la Nasa ha lanciato da Cape Kennedy un razzo con due navicelle gemelle che entreranno in orbita attorno al nostro satellite naturale. Il nome della missione è “Grail”, cioè “Graal”, e ha l'obiettivo di misurare con precisione il campo gravitazionale della Luna. In particolare quelle piccole variazioni, già rilevate all'epoca dell'Apollo, che potrebbero svelare il segreto della sua nascita.


L'ultima ipotesi al riguardo è affascinante. In un lontano passato, infatti, la Terra avrebbe avuto non una, ma due lune. Entrambe generate dalla collisione, avvenuta circa quattro miliardi di anni fa, fra il nostro pianeta appena nato e un altro corpo celeste delle dimensioni approssimative di Marte. Per un certo periodo il più piccolo dei due satelliti sarebbe rimasto in equilibrio fra l'attrazione gravitazionale della Terra e quella del fratello più grande. Poi si sarebbe schiantato su quest'ultimo creando la Luna che noi conosciamo. Una teoria discussa, ma che potrebbe spiegare fra le altre cose la profonda diversità tra le due facce: dominata dai grandi “mari” di lava quella rivolta a noi, aspra e montuosa quella nascosta.

Mentre scriviamo, i due veicoli spaziali – Grail A e Grail B – si stanno allontanando dalla Terra. L’ ingresso in orbita lunare è previsto a Capodanno, dopo un viaggio assai più lungo di quello – tre giorni per andare e altrettanti per tornare – dell’ Apollo. Allora, con gli uomini a bordo e scorte limitate di ossigeno, la rapidità era essenziale. In questo caso si è preferito utilizzare una diversa traiettoria “a bassa energia”, che non richiede un razzo molto potente e costoso. I tre mesi e mezzo di viaggio serviranno, fra l’ altro, a calibrare i delicati strumenti scientifici.


Intanto, proprio alla vigilia del lancio della nuova missione, la Nasa ha divulgato alcune nuove fotografie dei siti di allunaggio delle missioni Apollo 12 e Apollo 17 scattate due anni fa con un potente teleobiettivo dalla sonda LRO. Si distinguono chiaramente gli stadi di discesa dei moduli lunari, alcune apparecchiature scientifiche, le tracce delle ruote della vetturetta elettrica Lunar Rover e persino quelle degli astronauti. Al di là della testimonianza di un momento straordinario nella storia dell'esplorazione spaziale, questi scatti sono la prova definitiva, se mai ce ne fosse bisogno, che l'uomo sulla Luna c'è stato per davvero. Non illudiamoci, però, che servirà a zittire gli “scettici”: si troverà sempre qualcuno pronto a dire che sono state ritoccate con Photoshop.

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