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Lo sconcerto della diocesi

La preoccupazione di chi conosce bene i due missionari rapiti e il loro lavoro in Camerun.


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 In diocesi a Vicenza - come si può capire - la notizia, arrivata nel cuore della notte, ha reso tutti increduli. Ipotesi,  supposizioni, informazioni, si sono susseguite ma il vescovo Beniamino Pizziol, turbato e affranto,  ha preferito non rilasciare dichiarazioni a caldo, così come suggerito dalla Farnesina e dagli stessi don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi. La situazione è delicata. «Siamo sconvolte - dicono le suore della Divina Volontà, dalla casa madre di Bassano del Grappa - e siamo molto preoccupate».

Anche il direttore dell'Ufficio missionario, don Arrigo Grendele, preferisce non parlare. E' stanco. Sta rispondendo al telefono in continuazione da ieri notte. Così don Damiano Meda, rientrato dalla parrocchia di Tchéré solo un anno fa, e che, nonostante l'accaduto, vuole mantenere un ricordo positivo dell'Africa. A detta di tutti, è importante che i due sacerdoti e la suora canadese siano insieme. Insieme possono avere la forza e il coraggio per superare questo momento drammatico.


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Monsignor Pizziol, vescovo di Vicenza.
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