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Lina Sastri: «Mi dicono brava anche se non sanno come mi chiamo»


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Con quel volto bello e antico e con quella voce che riconosciamo immediatamente, finisce che qualcuno di lei si dimentichi… solo il nome. «Eh sì» racconta Lina Sastri, sorridendo della cosa «sembra strano ma è capitato, soprattutto a Napoli». L’ attrice non si ferma mai ed è nel pieno di un 2017 che inizia dalla televisione. È una delle protagoniste, infatti, di una serie televisiva di Mediaset, Il bello delle donne, che quest’ anno ritorna con una doverosa aggiunta nel titolo. «Sì, si chiama Il bello delle donne… alcuni anni dopo. Io sarò Delia, avvocata nel pieno della carriera, e la puntata che mi vedrà protagonista sarà la quinta». In ogni episodio, infatti, verrà raccontata la vita di una delle donne che vanno dal coiffeur Luca, interpretato da Massimo Bellinzoni.

E come sarà la vita di Delia?

«In apparenza invidiabile: una legale che ama la giustizia nel senso più nobile del termine e che difenderà alcune protagoniste della serie. Ha una bella famiglia, è sufficientemente ricca ma, all’ improvviso, scopre che la sua vita sta per avere una sorpresa che ha dell’ incredibile: suo marito le confessa che vuole diventare… donna».

Bella fantasia da parte degli autori…

«Sì, certo, però può accadere anche questo, in alcuni rari casi. Si può immaginare lo sconvolgimento di questa donna, non capisce più niente. Poi, piano piano, realizza che l’ amore va difeso al di là di ogni scelta, ben oltre il fatto specifico. Non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa».

La serie è partita su Canale 5 venerdì 13 gennaio in prima serata. E in quel momento Lina Sastri che ha fatto? Ha guardato la Tv? Macché. L’ infaticabile attrice era sul palco del Teatro Trianon di Napoli per la prima di uno spettacolo scritto da lei stessa e dal titolo inequivocabile: Mi chiamo Lina Sastri.

Ci risiamo, dunque?

«L’ idea del titolo viene proprio dal fatto che nella mia città, Napoli, capita che qualcuno mi dica: “L’ ho vista, è bravissima ma non riesco a ricordare il suo nome”. Buffo, no? E allora, adesso vedremo se lo dimenticheranno».

Difficile a credersi per un’ attrice tra le migliori d’ Italia, che con cinema, teatro, musica e Tv ha sempre fornito prove memorabili. Lo spettacolo è una sorta di viaggio nell’ anima femminile e in particolare in quella della protagonista, che sceglie di raccontarsi, non solo con la recitazione…

«Con la canzone, anzi, direi soprattutto con la “voce che canta”. Io non mi penso come cantante, non lo sono; direi che sono un’ interprete delle canzoni della mia terra che diventano teatro. Costruisco un percorso canoro che sia assolutamente teatrale».

E la canzone napoletana si presta alla messa in scena, a una drammaturgia naturale.

«Sì, e io cerco di seguire questa naturalità, un po’ come, in situazioni diverse, fanno Moni Ovadia, Emma Dante e, prima ancora, Pina Bausch, che per me è un punto di riferimento».

Ne è passata d’ acqua sotto i ponti da quando ha debuttato...

«Già, ma lo ricordo ancora: debuttai proprio con un’ antica canzone napoletana, Madonna de lu Carmine».

Da allora, lm, teatro, canto, e anche una Via Crucis.

«Sì, era stato da poco eletto papa Francesco e io recitai la Via Crucis del 2013. E ho avuto modo di recitare anche per papa Giovanni Paolo II che mi regalò una croce benedetta e che mi disse: “Che voce meravigliosa”. Uno dei più bei ricordi che ho della mia vita».

E il cinema?

«Eh, il cinema, il cinema… In Italia se hai più di 30 anni fatichi a trovare un bel ruolo. Comunque, per scaramanzia, non voglio dire nulla di più di questo: sto per iniziare un film. Ho anche scritto una sceneggiatura per un film che vorrei girare io stessa. Chissà che non riesca a realizzarlo, ma va detto che nel nostro Paese la distribuzione soffoca e abbassa la qualità».

Insomma, un 2017 da tutto esaurito...

«Eppure sento che mi mancano tante cose ancora da fare, soprattutto nel teatro classico. Mi piacerebbe anche portare le canzoni che interpreto fuori dall’ Italia. Ma visto che viviamo in un mondo che diventa sempre più difficile, ringrazio Dio perché riesco a fare quello che faccio. Vede, anche nell’ arte c’ è più superficialità rispetto al passato; la qualità viene, ma in secondo piano. Comunque, qualcosina la faccio ancora, no? Ah, dimenticavo: stanno per uscire anche tre Dvd del teatro di Luca De Filippo, tra cui Filumena Marturano».

Già, una Filumena Marturano memorabile, che si affianca a chi l’ ha preceduta, da Titina a Regina Bianchi. E scusate se è poco, per una di cui qualcuno dimentica il nome.

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