Legge retroattiva, nazionalità negata

La Commissione Interamericana per i Diritti Umani ha concluso nei primi di dicembre la sua visita in Repubblica Dominicana con un amaro comunicato stampa che descrive le pesanti discriminazioni a cui sono sottoposti i dominicani di origine haitiana


Pubblicità

Migranti, rifugiati e sfollati: è per loro che il 18 dicembre si celebra la III Giornata d'azione globale dei diritti. Persone che a qualsiasi latitudine, per le più svariate ragioni, vengono private dei diritti più elementari da governi dittatoriali e leggi discriminatorie. Una vicenda che incarna tutti gli elementi e i principi su cui si basa questo appuntamento è quella della Repubblica Dominicana che quest'anno Soleterre ha eletto a emblema del proprio impegno: sulla scorta dei risultati della visita della Commissione Interamericana per i diritti umani sull'isola, l'organizzazione ha voluto una volta di più far sentire la propria voce per dare testimonianza di quello che è possibile fare attraverso la figura dei difensori dei diritti umani dei migranti unendosi alla denuncia del Servizio gesuita per i rifugiati e di tutte quelle associazioni che chiedono di fermare il genocidio civile. L'amaro comunicato diffuso dalla Commissione parla chiaro: l'87% della migrazione internazionale in Repubblica Dominicana è ovviamente costituito da haitiani che danno un contributo determinante in termini di manodopera edilizia e agricola ma sono vittime di crescenti attacchi xenofobi e discriminatori, non solo e non tanto dai dominicani quanto da chi li governa. 

Fino al 2010 era garantito lo ius soli che, almeno formalmente, garantiva ai minori la tutela dei loro diritti fondamentali. A ottobre una sentenza del Tribunale Costituzionale ha rimescolato le carte, privando arbitrariamente della nazionalità circa 200mila dominicani di origine haitiana. A questo va aggiunto un nuovo muro alzato nei confronti dei migranti: per avere un percorso regolare devono infatti sobbarcarsi procedure burocratiche più complesse e spese più elevate. Ora il visto costa tra i 70 e i 200 dollari ed è necessario un conto corrente bancario, scelta quanto mai discriminatoria alla luce del fatto che il 76%, vivendo al di sotto della soglia di povertà, ha altri problemi.

«Così - si legge in una nota di Soleterre - i migranti attraversano il confine illegalmente, spesso con l'aiuto di trafficanti di persone, i cosiddetti buscones, o piegandosi alle estorsioni degli agenti di frontiera. Sono vittime di soprusi e discriminazione, e spesso vengono inseriti nella tratta di persone, obbligati alla prostituzione e al lavoro forzato». Come spiega Valentina Valfrè, responsabile del programma diritti e partecipazione, «La xenofobia crescente nei confronti dei migranti haitiani e dei dominicani di ascendenza haitiana in Repubblica Dominicana ha ormai raggiunto proporzioni insopportabili».

Immagine articolo
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo