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Le vite degli altri (della Ddr)

Paolo Perazzolo legge per noi "La Torre" di Uwe Tellkamp: un impareggiabile affresco degli ultimi anni della Repubblica democratica tedesca, fino alla caduta del Muro.


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“Capolavoro” è un termine da usare con parsimonia: La Torre (Bompiani) di Uwe Tellkamp lo è. Questo è il romanzoche con un’ ineguagliabile ricchezza di storie, dettagli, atmosfere, personaggi ha saputo ricostruire – come mai finoraera stato fatto – gli ultimi anni divita della Repubblica democratica tedesca (Ddr), fino alla caduta del Murodi Berlino, il 9 novembre del 1989.

La vicenda si svolge a Dresda, città che, nelle minuziose descrizioni dell’ autore,si può ascoltare, vedere, toccare,annusare, al punto da diventare uno dei protagonisti assoluti. La consunzione del regime socialista vienenarrata attraverso il destino di tre personaggi maschili: il giovane Christian,il padre Richard e lo zio Meno. Ragazzo intelligente con il sogno di studiare Medicina, Christian deve fare i conti con uno Stato invasivo: per meritarsi un posto all’ università, dovrà prestareun durissimo servizio militare di tre anni. Dopo il quale, non sarà più la stessa persona di prima. Nemmeno innamorarsi è una cosa semplice, in un regime oppressivo, se si ha il sospettoche l’ amata “sia una di loro”: «No, non si può essere giovani in questo Paese», sentenzia amaro lo zio Meno.

Richard è un bravo chirurgo che, nell’ esercizio della professione, tocca con mano ogni giorno il disastro della sanità (e dell’ economia) socialista. Persino abbellire il proprio reparto conun albero di Natale risulta un’ impresa titanica... I potenti apparati di controllo sanno che ha una relazione extraconiugalee hanno buon gioco nel ricattarlo, costringendolo a fare il delatore. Riservato, distaccato dalla realtàche lo circonda, forse per schermirsene, Meno lavora in una casa editrice econosce la spietatezza della censura. Sia Meno sia la famiglia di Richard vivono nella Torre, un quartiere residenzialedi Dresda sulle pendici dell’ Elba,regno ormai fatiscente di unagrandezza perduta, dove la borghesiavive nella nostalgia del passato...

Romanzo epico di rara potenza, affresco corale di una società che saràtravolta dalla storia, La torre ha il passo e leatmosfere della Montagna incantata di Thomas Mann ed evoca Kafka nella capacitàdi restituire lo sguardo oppressivo del potere su uomini umiliati e privati della loro libertà edignità. Non fatevi scoraggiare dalla mole: questo è un capolavoro.

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Paolo Perazzolo commenta La Torre di Uwe Tellkamp: un romanzo di rara potenza.
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