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Un eroe per Angelina

La Jolie si conferma sempre più una persona impegnata, sensibile alle cause sociali e umanitarie. Alla sua seconda prova come regista, si concentra sulla vita leggendaria di Louis Zamperini, un italo-americano che partecipò alle Olimpiadi del 1936, combattè nel Pacifico, fu catturato dai giapponesi e infine predicò la necessità della riconciliazione.


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Tre figli adottivi (oltre ai suoi tre), ambasciatrice dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, regista sensibili ai temi sociali e ai personaggi di valore. Angelina Jolie è una donna e una regista impegnata. L'ultima conferma viene dal prossima film, che debtta negli usa a Natale e arriverà in Italia a fine gennaio.

 Si intitola Unbroken e narra la storia, al limite della leggenda, di Louis Zamperini, un italo-americano (i genitori erano veneti) che nel 1936 partecipò alle Olimpiadi di Berlino, arrivando ottavo nei 5000 metri, sotto lo sguardo di Hitler. Sette anni dopo, Zamperini è in guerra e precipita con il proprio aereo nel mezzo del Pacifico. Resistette per 47 giorni su una scialuppa e poi fu catturato dai giapponesi. Per due anni, rimase prigioniero, subendo torture. Finita la guerra tornò finalmente a casa. Ci vollero quattro anni per metabolizzare il passato e aprire una nuova fase della sua vita, in cui non si stancò mai di affermare la necessità della riconciliazione della pacificazione.
   
La Jolie ha conosciuto di persona Zamperini, morto nel luglio scorso: «Mi ritengo fortunata ad averlo conosciuto mentre era ancora in vita e ad averlo fatto conoscere ai miei figli. È un esempio di persona che spero che terranno a mente per sempre. Shiloh, mia figlia, gli è rimasta così affezionata che è voluta venire con me al suo funerale». Perché scegliere una storia del genere per un film? «Da regista cerco storie che possano ispirare positivamente sia me che il pubblico. Dedico molto tempo e viaggi al mio ruolo di ambasciatrice dell’ Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Ho modo di entrare in contatto con tante storie drammatiche di sopravvivenza e disperazione. Quan do poi devo dedicarmi al lato artistico della mia vita, mi viene naturale muovermi nello stesso ambito, per quanto sia anche in qualche modo frustrante».

Anche per il suo primo film da regista la Jolie aveva scelto un tema tutt'altro che comodo o scontato: In the land of blood and honey del 2011 affrontava il tragico conflitto in Bosnia ed Erzegovina raccontando la storia d'amore fra una prigioniera bosniaca e un soldato serbo. 

Ad Angelina l'impegno non fa paura. 

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Qui sopra: una scena del film. In alto: Angelina Jolie con Louis Zamperini.
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