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«Perché ci sono tanti atei e agnostici?»


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Incontro persone atee o agnostiche che non sembrano preoccuparsi di cercare Dio. La sua misericordia arriverà lo stesso a dare loro la salvezza eterna?

UN RAGAZZO

Il fenomeno dell’ indifferenza religiosa, più diffuso dell’ ateismo, almeno di quello militante, deve interpellarci come credenti. Gesù e il suo Vangelo, infatti, non hanno lasciato le persone indifferenti, dinanzi a Lui chi lo ha incontrato ha preso posizione: pro o contro. Siccome le donne e gli uomini di oggi non incontrano il Cristo se non tramite i suoi discepoli, che siamo noi, come individui e come Chiesa, dobbiamo chiederci perché nel mondo prevalga l’ indifferenza. Un importante documento del concilio Vaticano II, la Gaudium et spes (n. 19), dice che non di rado fra le cause dell’ ateismo, e direi dell’ agnosticismo, ci sono i cristiani, i quali, «nella misura in cui, per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione ingannevole della dottrina, o anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione». Siamo quindi chiamati a mostrare, non solo a parole, la capacità della nostra fede di coinvolgere le persone, intercettando le loro domande fondamentali, come quelle sul senso del dolore e della morte, dell’ amore e della vita, che prima o poi raggiungono tutti. Piuttosto che offrire risposte preconfezionate dobbiamo allora cercare nel dialogo il passaggio dall’ indifferenza alla “differenza”, ossia all’ appartenenza alla fede in Cristo Signore che viene incontro a tutti e si rivolge ad ognuno.

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