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"La parola alla Siria". Voci creative di donne "in esilio"

A Palermo un festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato alle culture e ai popoli che si affacciano sul Mare Nostrum e incentrato sulle tematiche dell’ accoglienza e del dialogo


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(nella foto in alto: Hoda Barakat)

 

di Giulietta Saccà

Il nove dicembre prossimo il Comune di Palermo darà la cittadinanza onoraria a Paolo Dall’ Oglio, il gesuita romano fondatore della comunità spirituale ecumenica mista al-Khalil (“L’ amico di Dio”, in arabo), scomparso sei anni fa in Siria.  L’ appuntamento fa parte della rassegna di incontri “La parola alla Siria. Voci creative di donne in esilio” organizzata da UdiPalermo onlus e parte integrante della sezione “Parola” di Bam (Biennale Arcipelago Mediterraneo), Festival internazionale di teatro, musica e arti visive dedicato alle culture e ai popoli che si affacciano sul Mare Nostrum e incentrato sulle tematiche dell’ accoglienza e del dialogo.

La rassegna prenderà il via lunedì in varie location della città,  seguendo un filo preciso: quello della testimonianza e del confronto. A parlare della Siria e delle dinamiche che attraversano i Paesi dell’ area mediorientale saranno vari protagonisti, a partire da cinque donne di cultura accomunate da una condizione di esilio: la scrittrice e giornalista curdo-siriana Maha Hassan costretta per i temi che trattava a lasciare la Siria e trasferirsi in Francia, la poetessa siriana Maram Al-Masri, la designer siriana Sana Yazigi creatrice dell’ archivio online The Creative Memory of the Syrian Revolution, l’ architetta e scrittrice originaria di Damasco Suad Amiry, e Hoda Barakat, scrittrice, giornalista e traduttrice libanese, vincitrice quest’ anno dell’ International Prize for Arabic Fiction, il più importante premio per la letteratura araba.

Insieme a loro Francesca Dall’ Oglio, la sorella di Paolo, il religioso rapito in Siria, che ritirerà l’ onorificenza per il fratello. La cittadinanza onoraria sarà il secondo momento di un omaggio al gesuita a cui “La Parola alla Siria” dedicherà  uno degli incontri in programma (il 7 dicembre alle 10 al cinema Rouge ed Noir) dando la parola proprio a Francesca Dall’ Oglio e a Giancarlo Gaeta, già docente di storia del Cristianesimo antico all’ Università di Firenze, scrittore e curatore di numerose edizioni di opere di Simone Weil per Adelphi. Coordineranno l’ incontro la giornalista Fernanda Di Monte, religiosa delle figlie di San Paolo e collaboratrice di Famiglia Cristiana e l’ ideatrice e curatrice di “La Parola alla Siria”, Maria Concetta Sala.

“C’ è una via per uscire dalla guerra? Esiste uno sguardo capace di andare alle radice dei contrasti e dell’ odio? Come possono contribuire la parola, la cultura e lo sguardo delle donne alla possibile via d’ uscita?, sono queste le domande che ci vogliamo porre con questo ciclo di incontri”, spiegano la curatrice Sala e la presidente di UdiPalermo onlus Mariella Pasinati che insieme all'arabista Mirella Cassarino hanno preparato la settimana di incontri sulla Siria  

Numerosi i contributi che arriveranno anche da altre personalità italiane a cominciare dall’ inviato di guerra del quotidiano La Stampa, Domenico Quirico e da numerosi studiosi e esponenti del mondo dell’ arte e della cultura: Martina Censi, ricercatrice di Lingua e letteratura araba all'Università degli Studi di Bergamo; Costanza Quatriglio, regista e direttrice artistica del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo; Francesca Traìna, studiosa di letteratura e poesia e vincitrice di vari premi; Letizia Battaglia, fotografa di fama internazionale; Stefania Bertonati, docente di Lingua Araba al dipartimento di Scienze Politiche e sociali dell’ Università di Pavia, traduttrice e giornalista freelance; Giancarlo Gaeta, già docente di Storia del Cristianesimo antico all'Università di Firenze e curatore di numerose edizioni di opere di Simone Weil per Adelphi; e Samuela Pagani, docente di Lingua e letteratura araba all’ Università del Salento e traduttrice italiana delle opere di Hoda Barakat.

“Abbiamo fortemente voluto questo ciclo di incontri – dice l’ assessore alla Cultura, Adham Darawsha – perché crediamo che fare cultura e informazione sia l’ unico modo per uscire dalla spirale di guerra e violenza che attraversa il Medioriente e dai populismi sul tema della migrazione delle persone. Un evento che conferma l’ impegno di Palermo come città del dialogo e delle Culture”.

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